napolitanoGelo tra il capo dello Stato e Monti. Il primo non vuole che il secondo scenda in campo alle prossime elezioni o che attorno a lui si raccolgano liste elettorali. Come non ha gradito quella che chiama “il brusco esito finale della legislatura”.

 

“Avevo rivolto un invito ad una costruttiva conclusione della legislatura nella convinzione del grande e decisivo valore per l’Italia della continuità e stabilità, spesso trascurato in storia repubblicana”, ha detto Napolitano. “Questa interruzione in extremis non può oscurare la fecondità dell’azione del governo”. Il presidente ha poi aggiunto che la fine del governo ha suscitato in lui “rammarico e preoccupazione”.
Per il resto a Re Giorgio non piace affatto l’idea che un’eventuale candidatura Monti possa inceppare la gioiosa macchina da guerra che Bersani e Vendola stanno mettendo in moto per correre all’assalto del Paese. E Napolitano, con questa sua ultima uscita, sembra ben intenzionato a spinarle la strada liberandola da ogni possibiel ostacolo.
Il suo discorso parte da un’ovvietà: siccome toccherà a me affidare l’incarico di formare il nuovo governo, lo affiderò a chi vincerà le elezioni. Lapalissiano, almeno quando a vincere sono quelli a lui graditi.
Monti da parte sua oltre ad apparire stizzito, come riferiscono alcune cronache, sembra indeciso sul da farsi. Per ora tace. Ma è chiaro che quanto prima dovrà manifestare le sue intenzioni. E se intende veramente aspirare nuovamente alla guida del governo è chiaro che dovrà mettere insieme tutte le forze che intendono opporsi alla sinistra-sinistra di Bersani e Vendola. Non basteranno, questo è sicuro, liste e listine di affini.

 

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