602-0-20121026 090426 304EDCB1Tutto come previsto. L’annuncio della fine del governo dei tecnici ha ridato fiato alla speculazione finanziaria contro l’Italia. Sin dalle prime ore del mattino lo spread tra buoni del Tesoro italiani e tedeschi ha ripreso a salire mentre la Borsa di Milano è entrata in fibrillazione.


Oltre 355 punti base, rispetto ai 323 punti di venerdi, è schizzato stamane il differenziale tra btp e bund. Mentre a Milano il Ftse Mib ha segnato subito un tonfo del 2,40% per sprofondare sempre più giù segnando, a un’ora e mezza dall’apertura, un -3,26% a 15.190 punti.
A soffrire, soprattutto il settore dei titoli bancari della borsa milanese. Sul paniere principale Mps crolla del 5,85% e Intesa Sanpaolo del 5,23%. In forte calo anche Bpm (-4,88%), Banco Popolare (-4,99%) e Unicredit (-4,77%). Generali segna un calo del 3,08% e Mediolanum del 4,06%.
E’ il chiaro messaggio della finanza internazionale che continua a tifare per Monti & C.
Solo che gli interessi delle grandi banche e dei governi del Nord Europa non sempre coincidono con quelli dei cittadini italiani. E sicuramente un popolo non può vivere sotto costante ricatto da parte delle lobbies internazionali.
Il governo del Prof. Monti in circa un anno ha certamente rimesso in sicurezza i conti. Ma ha anche reso la maggior parte degli italiani molto più povera di un anno fa. Il rapporto del Censis di venerdì scorso è agghiacciante. E rappesenta un’Italia in miseria dove i cittadini sono costretti a vendere i giolielli di famiglia per sopravvivre. Intanto il governo continua a prestare soldi alla Grecia perchè questa possa rimborsare il debito con le banche tedesche. Siamo arrivati a quota 50 miliardi. L’quivalente di qualche manovra lacrime e sangue imposta agli italiani.
E mentre il cittadino comune vede volatilizzarsi la tredicesima per pagare il saldo dell’Imu il governo non si vergogna neanche un po’ di destinare oltre 15 miliardi per l’acquisto di cacciabombardieri Usa F35 che lo stesso Pentagono giudica non pienamente efficienti.
Evidente, dunque, come un governo di tal fatta, che risponde più alle logiche delle lobbies internazionali che alle reali esigenze dei cittadini, sia gradito all’alta finanza e alle cancellerie Nord euopee.
Resta però il problema che le scelte del Prof. Monti hanno impoverito gli italiani e determinato una spaventosa crisi recessiva di cui tutti pagheremo per anni le conseguenze.
Con la decisione del PDL di non sostenere più l’esecutivo dei tecnici si apre una fase nuova. Certo piena di incognite. Ma dalla quale, comunque, scaturirà un governo che, quale che sia, sarà comunque quello scelto dagli italiani e non imposto da Berlino, dallì’Ue e dal Fondo Monetario Internazionale.

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