Venti di crisi sul governo. Il Pdl oggi ha disertato il voto di fiducia sul dl Sviluppo a Palazzo Madama in reazione alle parole del ministro Corrado Passera che aveva bocciato un ritorno di Berlusconi in campo definendolo “non un bene per l’Italia”. E il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto annuncia il bis alla Camera sul dl sui costi della politica negli enti locali.


”Sulla base di una valutazione politica generale che va al di là del merito del provvedimento – spiega Cicchitto – riguardante i costi della politica negli enti locali, come gruppo parlamentare abbiamo deciso di astenerci oggi pomeriggio sul voto di fiducia richiesto dal governo per marcare la nostra posizione fortemente critica sulla sua politica economica”.
Al Senato la fiducia al decreto Sviluppo è passata lo stesso ma con soli 127 sì (su una maggioranza di 84), 17 no e 23 astenuti. Gran parte dei senatori del centrodestra hanno infatti deciso di non votare ma ci sono state voci fuori dal coro come quella del senatore Beppe Pisanu che ha pronunciato il suo sì.
Ad annunciare l’intenzione del gruppo Pdl di disertare il voto “pur consentendo il mantenimento del numero legale”, è stato Maurizio Gasparri sottolineando il segno di un “passaggio del nostro gruppo a una posizione di astensione nei confronti del governo”.
Una scelta che segna la prima, seria, spaccatura della maggioranza che appoggia il governo tecnico. E in attesa di vedere cosa farà il Pdl sul per il voto di fiducia alla Camera, le acque si agitano.
Una scelta determinata dalle parole dell’inconsistente ministro dello Sviluppo che muore dalla voglia di lasciare la casacca del tecnico per indossare quella del politico e candidarsi alle prossime elezioni magari nell’area di Centro.
Il Pd chiede di ripassare subito la parola a Napolitano. “Credo che Monti dovrebbe recarsi al Quirinale” per “consigliarsi con il Presidente della Repubblica, garante delle istituzioni e della credibilità del governo”, dice in Aula la capogruppo Anna Finocchiaro.
Linea confermata più tardi dal segretario Pier Luigi Bersani che avverte: “Se la posizione del Pdl” che si è esplicitata questa mattina al Senato ”verrà confermata, il presidente Napolitano troverà modi e forme per chiudere questa vicenda nel modo più ordinato possibile”.
La parola passa ora a Re Giorgio che è però decisamente contrario a una fine anticipata della legislatura.

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