l43-samori-berlusconi-121107210313 bigNon bastasse la confusione che da tempo regna per i tira e molla di , adesso nel Pdl si deve fare i conti anche col “fattore S”. S come Samorì, al secolo Gianpiero Samorì, avvocato modenese e candidato alle sempre più improbabili primarie del Pdl nonchè fondatore del MIR – Moderati Italiani in Rivoluzione, nuovo soggetto politico che non si è ancora ben capito cosa sia e cosa voglia fare.

Soprattutto non è ben chiaro se sia una costola del Pdl o un suo competitor.
L’uomo si sta dando molto da fare: comparsate in tv, interviste sui giornali (soprattutto berlusconiani, ma non solo. L’Espresso di questa settimana gli dedica un servizio non certo generoso), convention con presenze non proprio oceaniche, ma comunque…
Tanto da insospettire molti parlamentari azzurri che si chiedono chi sia, cosa voglia, ma, soprattutto, da chi sia appoggiato questo novello Carneade.
I malumori sono sfociati in vera e propria rissa verbale qualche sera fa in quel di Modena. L’occasione era la cena di Natale del Pdl modenese.
“Tutto è ruotato attorno alla scaletta della serata. – riporta fedelmente la cronaca della Gazzetta di Modena – Teoricamente la serata avrebbe dovuto essere una festa senza legami con le imminenti primarie per la scelta del candidato premier del centro destra. Gianpiero Samorì che aveva portato alla cena degli auguri 200 dei 450 presenti, invece ha ritenuto che fosse d’obbligo dire due parole. E lo ha fatto sapere al coordinatore provinciale  Aimi, il quale insieme a Filippo Berselli, coordinatore regionale, ha provato a mediare. Mediazione d’obbligo visto che Carlo Giovanardi ha fatto sapere che non avrebbe gradito discorsi-comizi di Samorì alla festa Pdl. Samorì si è imputato e ha rispedito al mittente il tentativo di mediazione di Filippo Berselli al quale l’avvocato d’affari avrebbe detto senza mezzi termini: «Ma tu chi sei e che cosa vuoi?». Berselli aveva proposto di evitare discorsi. E invece Samorì ha puntato i piedi. A un certo punto i suoi 200 supporter hanno preso la posata e, come si usa nei matrimoni, hanno inziato a batterla sul bicchiere per accompagnare a gran voce l’urlo “Gian-piero-Gian-piero”. A quel punto ha preso la parola ribadendo la necessità di un ricambio e di un forte rinnovamento nel partito, esponendo il programma già illustrato in tv. Concludendo con un invito a Giovanardi e Berselli di prepararsi ad essere rottamati, visto che appoggiano Alfano e «sono il vecchio». Giovanardi, che furente ha seguito il comizio in piedi guardando altrove, ha risposto per le rime con un discorso definito «veemente». Poi ognuno al proprio posto, ma la battaglia è solo all’inizio.
«Cosa penso di Samorì candidato? – commenta Berselli – Il nostro è un partito aperto, chiunque se ha le firme necessarie può candidarsi. Resta da capire se lui si senta o meno parte del Pdl. Si parla di una sua nuova formazione in arrivo…». E su questo uno dei responsabili organizzativi del Pdl fa notare: «Sia chiaro che se lui mercoledì fonda un partito, vanno rivisti tutti gli organismi provinciali del Pdl. E Samorì è fuori»”.
Samorì sicuramente non piace agli ex An. Mentre sembra piacere a diversi ex di Forza Italia, soprattutto in terra emiliana.
Ma, questo è il punto, che ne pensa di lui Berlusconi?  
Difficile dirlo. Quanti sono vicini all’avvocato modenese dicono che tra i due ci sia un sostanziale accordo. Altri sostengono, per contro, che i due si siano visti sì e no un paio di volte e che, praticamente, si ignorino.
Ma la realtà potrebbe essere diversa. E Samorì col suo Mir potrebbe essere uno dei tasselli di quell’aggegazione di gruppi e gruppetti del Centrodestra con cui Belusconi pensa di poter far inceppare la gioiosa macchina da guerra che ha ora al volante Pier Luigi Bersani. Un conglomerato in cui inserire un po’ tutto l’arcipelago di Centrodestra dagli animalisti della Brambilla ai duri e puri di Storace, dagli ex An ad, appunto, il Mir di Samorì. Il cui leader avrebbe garantito il suo posto al sole e, soprattutto, in parlamento.