Il direttore de Il Giornale è evaso dai domiciliari come aveva promesso. E’ stato quindi immediatamente arrestato e condotto in carcere. Verrà quindi processato in giornata per direttissima per il reato di evasione.


Una pattuglia della polizia è andata questa mattina nella sede del Giornale in via Negri a Milano, e ha prelevato il direttore Alessandro Sallusti, che è statoportato via dagli agenti tra gli applausi dei colleghi. Due funzionari della polizia gli hanno notificato il provvedimento di arresti domiciliari. Sallusti era stato condannato a un anno e due mesi. Scortato da un funzionario della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Milano e da uno della Digos, è stato caricato su un’auto scura seguita dalla sua scorta è stato portato nella sua abitazione milanese.
Dopo neanche cinque minuti, però, Sallusti è uscito dalla sua abitazione ed è stato arrestato per evasione. Portato in Questura a Milano, il direttore sta per essere processato per direttissima. Nessuna foto, nè nessun video potrà essere girato all’interno del Tribunale di Milano dove sta per cominciare l’udienza di convalida dell’arresto. Una decisione, presa dal procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. Ad alcuni fotografi sono state cancellate le immagini e i video fatti, mentre Sallusti non ha rilasciato alcuna dichiarazione, entrando nel Palazzo di Giustizia. Tra pochi minuti inizierà, come da legge a porte chiuse, il consiglio camerale chiamato a decidere sulla convalida dell’arresto. Solo dopo inizierà la fase dibattimentale e allora i giornalisti potranno entrare in aula. Una volta in aula sarà il giudice a decidere su immagini e riprese video.
Saranno quindi altri giudici a convalidare il fermo di questa mattina e a decidere le sorti giudiziarie di Sallusti che ritiene ingiusta la condanna a 14 mesi per diffamazione. A esprimere la sua solidarietà a Sallusti su Twitter il presidente della Regione Lombardia Formigoni e l’ex ministro ed esponente del Pdl, Ignazio La Russa che è appena arrivato al Tribunale di Milano, dove è in corso l’udienza di convalida.
Sempre questa mattina, su Twitter, il direttore aveva proposto ”uno scambio alla Procura: voi non violate la sede de ‘Il Giornale’, io mi consegno a San Vittore e poi fate quel che volete”.
«Molto rammarico» per l’epilogo della vicenda Sallusti e l’augurio che «la vicenda porti a tutti consiglio: ora serve molta moderazione, buon senso, grande saggezza». Il segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana, Franco Siddi, torna a criticare la normativa esistente in Italia «vecchia e superata» che «ha determinato la sentenza che conduce il direttore del Giornale in carcere, per sua scelta». «Do atto al procuratore di Milano di aver assunto un’iniziativa di grande saggezza nell’applicazione della legge esistente – conclude Siddi – poi ciascuno fa le sue scelte, la nostra linea è che per questo tipo di reati non si finisca in carcere».

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