Solo pochi mesi fa bastava che un Tg intervistasse Berlusconi che veniva giù il mondo. Adesso tra Monti e i maggiorenti del Pd è tutta un’apolgia al centrosinistra. E nessuno dice niente, nessuno pensa a cacciare i direttori di testata (ricordate Minzolini?) o faccia di tolla Fazio che usa i suoi spazi per far propaganda alla sinistra.

 

 


Persino il confronto tra i due candidati alla primarie del Pd ha occupato l’intera prima serata di Rai1.
Ormai sono ovunque, straripano, esondano nel silenzio generale dei soloni del pluralismo televisivo, degli antichi fustigatori della dittatura mediatica del Cavaliere, dei paladini della par condicio pronti con il bilancino in mano a denunciare lo scandalo dello sforamento di un secondo e a scendere in piazza contro la Rai berlusconizzata.
Negli ultimi mesi è praticamente impossibile sottrarsi allo sguardo sobrio e pensoso di Mario Monti e alle sue pillole di saggezza dispensate a piene mani dai telegiornali Rai, dai programmi di approfondimento politico, dai talk show in prima serata.
Se non è il premier in persona a occupare la programmazione del servizio pubblico sono le dotte dissertazioni del ministro Andrea Riccardi, che chiede espressamente di comparire sul Tg1 o le interviste a Giulio Terzi di Sant’Agata che non fa mistero di preferire l’edizione serale, la più seguita. Riccardi è riuscito in passato nell’impresa di comparire con due interviste diverse nella stessa edizione del Tg1, mentre lo scorso settembre è spuntato per due giorni consecutivi nell’edizione delle 13, in quella delle 20 e in uno speciale del Tg1.

 

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