Quasi 4 milioni di cittadini che decidono di votare per scegliere il candidato premier del centrosinistra sono un successo politico inconfutabile e un indiscutibile risultato anche in termini mediatici. Le primarie del Pd sono, dunque, un fatto positivo per il partito e per tutto il centrosinistra.

Un successo destinato a consolidarsi nei prossimi giorni in attesa del ballottaggio di domenica prossima tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi. Per un’altra settimana, dunque, il Pd sarà sotto i riflettori con tutto quello che ciò significa in termini di immagine e di raccolta di consenso.
Al di là di questo è evidente come il vero vincitore di queste primarie sia Renzi. Il sindaco di Firenze ha ottenuto un successo personale che va oltre le iniziali previsioni e qualsiasi sarà il risultato del ballottaggio di domenica prossima tutto il Pd dovrò tenerne conto. Con buona pace di Rosy Bindi che farebbe bene a pensare come godersi la pensione piuttosto che tramescare per ottenere anacronistiche deroghe alla sua ricandidabilità in parlamento.
Mentre il Pd festeggia, sull’altro fronte politico non si può non notare il desolante spettacolo offerto ormai da troppo tempo dal Pdl. Il centrodestra, ostaggio di un Berlusconi che ancora non ha deciso cosa vuol fare da vecchio, sulle primaie sta facendo una sceneggiata indecorosa soprattutto perchè non è ancora ben chiaro se, alla fine, queste si faranno oppure no.
Intanto sono state raccolte le firme per le candidature, anche se poi alcuni di questi candidati hanno deciso di ritirarsi dalla competizione in attesa di attendere le decisioni del Cavaliere. Lo stesso Angelino Alfano, che pure le primarie ha voluto con grande ostinazione, adesso si vuole autoconvincere che, con Berlusconi in pista, non avrebbe alcun  senso farle.
Quanto a Berlusconi, pare che adesso intenda mandare al diavolo il Pdl per formare una nuova lista dove raccogliere non ben precisati personaggi.
Insomma un valzer di proposte e controproposte che disorientano un elettorato composto da milioni di persone perbene che meriterebbero di trovare un’effettiva rappresentanza senza doversi rassegnare ad esser governati da un Bersani o da un Renzi qualsiasi.

(b.c.)

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