Tutto è pronto per le primarie del Pdl. C’è il regolamento, ci sono i candidati (anche troppi), sono state fissate le date delle varie regioni. Manca solo una cosa: la certezza che queste primarie si facciano veramente. Sì, perchè a parole tutti le vogliono, In realtà, da Berlusconi in giù, tutti ne farebbero volentieri a meno.


Intanto perchè la materia appassiona poco l’elettorato di centrodestra. Poi perchè si teme un flop di presenze. Quanti realmente andranno ai seggi o gazebo o che altro si studierà per votare? Quanti lo farranno, soprattutto, se verrà chiesto loro un contributo (si parla di 2 euro a testa)?
Nell’attesa in tutta Italia fervono i preparativi ed è partita la raccolta delle firme. Ogni candidato ne deve raccogliere almeno 10mila entro domenica prossima 25 novembre.
Intanto i candidati ai nastrti di partenza sono 12.
In pole position il segretario Angelino Alfano.
Contro di lui si preparano Giancarlo Galan. Vittorio Sgarbi, Alessandra Mussolini e Giorgia Meloni (che ha dichiarato di candidarsi per far fuori Monti) e, ancora, il giovane sindaco di Pavia Alessandro cattaneo, il formattatore” che vuole rinnovare il partito. Ci sono poi Daniela Santanché e Guido Crosetto. C’è Michela Biancofiore e c’è Alfonso Marra, ex europarlamentare di Forza Italia e Alessandro Proto consulente di intermediazioni mobiliari e immobiliari. e, infine Giampiero Samorì,  discusso imprenditore emiliano, fondatore del movimento Moderati in rivoluzione.
Su di lui gli strali di Vittorio Sgarbi che dice: “Ha tradito sia me che Silvio Berlusconi creando una situazione che impedisce a me di fare altro se non candidarmi come unico non del Pdl. Tenterò di raccogliere i voti di coloro che vorranno aggiungere una componente culturale al Pdl”.
Tutto pronto, dunque. Sempre che poi, alla fine, queste prrimarie si facciano veramente.

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