Ormai siamo in recessione. Il Pil dell’Eurozona nel terzo trimestre, riferisce Eurostat, è stato negativo a -0,1%, dopo il -0,2% del secondo e la crescita zero del primo. È la seconda volta in tre anni che l’Eurozona entra ufficialmente in recessione.

Anche l’Italia è nelle stesse condizioni con -0,2%, mentre la Germania frena più delle attese, con una crescita del pil dello 0,2%, come la Francia. Spagna in negativo, con -0,3%.
Di conseguenza la Bce ha rivisto al ribasso le stime sull’andamento del Pil e sull’andamento occupazionale.
Le nuove previsioni contenute nel bollettino diffuso stamani indicano per la crescita economica di quest’anno una contrazione dello 0,5% per quest’anno (più del -0,3% previsto tre mesi fa) e per il prossimo anno un rimbalzo limitato allo 0,3% (esattamente la metà di quanto contenuto nel bollettino di tre mesi fa).
Gli esperti della Bce hanno rivisto in calo anche le stime sul Pil del 2014, a +1,3% da +1,4%. Per quanto riguarda l’inflazione le nuove indicazioni parlano di 2,5% per quest’anno (corretto da 2,3%) e 1,9% per il prossimo (1,7%).
Le politiche di rigore imposte dalla Germania ai partner europei continuano, dunque, a frenare lo sviluppo dell’Eurozona e a impoverire i cittadini.
Fortunatamente adesso la crisi sta arrivando anche in Germania che fa sempre più fatica a collocare i propri prodotti in un mercato in forte crisi e a ridotta capacità di spesa come quello Ue.