bilderberg-1A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre. Così diceva uno che la sapeva (e la sa) lunga: Giulio Andreotti. E’ per questo che non può non destar sospetti il fatto che a un anno dall’investitura alla presidenza del Consiglio, il gruppo Bilderberg si riunisca proprio a Roma per fare il punto sul commissariamento dei Paesi euro più a rischio.


Nel tradizionale alone di mistero proprio nella capitale si svolge l’annuale meeting di quella che è ritenuta la più potente organizzazione del mondo, in grado di decidere le sorti di imperi economici e intere nazioni. (Vedasi http://www.clubbilderberg.it)-
Il gruppo Bilderberg è un incontro non ufficiale che raccoglie, solo su invito, le personalità influenti in campo economico, politico e bancario. Pur avendo un ufficio a Leida, nei Paesi Bassi, i partecipanti cambiano di volta in volta riunendosi in hotel o resort di lusso in varie parti del mondo (normalmente nel Vecchio Continente, una volta ogni quattro anni negli States o in Canada).
Quest’anno sulla lista dei partecipanti, che solitamente viene resa pubblica attraverso la stampa, c’è un fitto alone di mistero. A svelare qualche nome ci ha pensato Libero. Tra gli italiani c’è un’ampia partecipazione dell’attuale governo: oltre a Monti figurerebbero anche il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, il duo Elsa Fornero e Paola Severino, il titolare dell’Istruzione Francesco Profumo. E, ancora  Giuliano Amato, Emma Bonino, il numero uno delle Ferrovie Mauro Moretti, l’ad di Mediobanca Alberto Nagel, Angelo Cardani dell’Agcom, l’ad di Unicredito Federico Ghizzoni, Enrico Cucchiani di Intesa, Fulvio Conti dell’Enel, la presidente della Rai Anna Maria Tarantola, il neo presidente della Cir Rodolfo De Benedetti,
Certo è che la presenza del Bilderberg a Roma è comunque significativa. E rafforza le tesi di chi ritiene che l’imposizione agli italiani del governo dei tecnici sia stata decisa all’estero, dai potentati economico-finanziari internazionali di cui proprio il club è la massima espressione. Per questo l’incontro a un anno di distanza ha anche il sapore dell’occasione per un primo bilancio sui risultati raggiunti dal socio Mario Monti e dai suoi ministri.

 

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