l43-samori-berlusconi-121107210313 bigCrescono i dubbi del Cavaliere sulle primarie. Intanto? Primarie di partito o di coalizione?
All’incontro di vertice con Alfano, Verdini e Letta Berlusconi ha manifetsato tutte le sue perplessità: “Ma si può sapere queste primarie che le facciamo a fare? Io non sono per niente convinto. Se non sono di coalizione, non servono. Stanno solo alimentando la guerra nel Pdl”.


“A questo punto – è l’argomentazione di Alfano, sempre sostenitore delle primarie  – se non le facciamo perdiamo la faccia. Presidente lo hai dichiarato due volte che si fanno. Non si può tornare indietro”.
L’ex premier stronca il modello classico, quello del Pd per intenderci e teme un flop dell’iniziativa: “Non siamo in grado di portare la gente a votare. Rischiamo i banchetti vuoti, mentre Bersani porta milioni di cittadini a votare”.
Ma non lo convince neanche il modello americano che tanto piace alla nomenklatura: si votano i delegati, e alla fine sono loro in una grande convention a votare il leader.
Alla fine la mediazione è questa: il territorio nazionale sarà diviso in cinque macroregioni, e in ognuna si voterà a partire dal 16 dicembre in cinque giorni diversi (magari due week end consecutivi); Il voto è aperto, non limitato agli iscritti.
Alla fine Berlusconi pare aver ceduto, senza convinzione, e il minuto prima che saltasse l’ufficio di presidenza di domani. Ma ha ceduto, sbattendo sul tavolo il suo dissenso, in questa formula: “Io, comunque, non vado a votare alle primarie”, dicono i bene informati.
La verità è che ormai Berlusconi e i suoi si muovono su due binari parallelie. Il Cavaliere negli ultimi giorni ha accelerato sulla sua lista, e ha continuato a incoraggiare candidati alternativi ad Alfano. Non è un caso che alla riunione a via dell’Umiltà Guido Crosetto è sbottato: “Se questo Samorì si candida alle primarie del Pdl me ne vado”.
Il cardine di tutto, in questo momento, sembra proprio Gianpiero Samorì (nella foto con sullo sfondo Berlusconi). L’uomo di Dell’Utri e Verdini vedrà Berlusconi nei prossimi giorni. Ha fatto sapere che ha seria intenzione di candidarsi, e ha pure smentito Vittorio Sgarbi, che aveva annunciato un ticket con lui. Berlusconi gli avrebbe garantito il suo appoggio, tanto che ha contattato, per diramare le regole di ingaggio, anche Miccichè, mentre Verdini ha pensato a parlare con Cosentino. Verdini, Dell’Utri, Cosentino, Miccichè, ecco la rete per dirottare i voti berlusconiani all’uomo d’affari che ha già inaugurato sedi in tutta Italia e che a Roma ha aperto una sede de suo movimento ai Parioli. Perché Samorì è iscritto al Pdl, ma ha anche un suo movimento, il Mir, moderati in rivoluzione.

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