Barack ObamaIl presidente si aggiudica il bis alla Casa Bianca ed e’ festa grande tra le migliaia di elettori democratici al McCormick Place di Chicago, dove i sostenitori dell’Asinello attendevano i risultati della notte elettorale.”Il meglio deve ancora arrivare”, ha detto a caldo il presidente, apparso sul palco.


La nervosa attesa dell’esito, rimasto in bilico fino all’ultimo, si e’ sciolta gradatamente man mano che arrivavano i dati, e la Pennsylvania, il Wisconsin, il New Hampshire finivano nella lista ‘blu’ di Obama. La gente ha cominciato ad abbracciarsi mentre i risultati sfilavano sui grandi schermi televisivi che fiancheggiano il palco dove il presidente rieletto fara’ il suo discorso della vittoria. Sul posto, c’e’ il sindaco di Chicago, l’ex braccio destro di Obama, Rahm Emanuel: “Tutti parlano della coalizione, una coalizione ‘pesante’ nel senso delle minoranze e delle donne”, ha fatto notare. “Ma l’Iowa, pesantemente bianco, pesantemente anziano, sembra essere andato ugualmente a Obama. Penso che si dovrebbe guardare alla realta’ delle cose…”.
Obama riconquista la Casa Bianca con un margine di vantaggio inferiore rispetto al 2008, ma al termine di una battaglia estremamente combattuta e la piu’ costosa della storia. Secondo le proiezioni, il presidente e’ riuscito a conquistare la Pennsylvania (dove Romney era stato varie volte proprio nei giorni finali della campagna elettorale) e il Michigan, tradizionalmente Democratico, ma dove Romney e’ nato e cresciuto e dove il Gop aveva investito un notevolissimo sforzo finanziario. Romney, che -secondo i suoi strateghi- aveva in tasca 300 ‘grandi elettori’, in realta’ e’ riuscito a sfilare dalla mappa 2008 di Obama solo l’Indiana (che del resto i Democratici davano per persa da tempo) e il North Carolina, che tra gli ‘swing States’ era quello dato con quasi assoluta certezza ai repubblicani. Per lui, la soddisfazione di aver fatto meglio del suo predecessore, il senatore John McCain, nel 2008, ma di poco. Da notare, infine che il Congresso rimane spaccato e questo ostacolera’ di sicuro la soluzione del nodo del ‘fiscal cliff’ (il taglio degli sgravi fiscali e l’aumento delle tasse che scattera’ automaticamente il 1 gennaio 2013 senza un accordo bipartisan): ai repubblicani rimane il saldo controllo della Camera, ai Democratici il Senato.
La Cnn attribuisce a Obama 281 grandi elettori sui 270 necessari mentre Romney si sarebbe fermato a 201. Lo sfidante repubblicano ha chiamato Obama, ammettendo la sconfitta.

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