ingroia pdciMentre prepara le valigie per andarsene in Guatemala il pm palermitano lancia una minaccia: “Io in politica? Mai dire mai, candidarsi e’ un diritto di tutti”. Per la felicità di quanti, nel circolo dei giustizialisti italiani che vanno da giornali come Il fatto Quotidiano a spezzoni di quel che resta dell’Idv, sognano il barbuto magistrato possibile candidato premier.


Lui dal canto suo li blandisce e rassicura: “Io sto andando in Centro America e l’ultimo dei miei pensieri e’ correre dietro a fantasie giornalistiche che al momento, non hanno nulla di concreto”. E sottolinea che “davanti a un’opportunita’ importante, ritengo che sia giunto il momento di allontanarmi. Ma dall’estero continuero’ a partecipare al dibattito italiano in modo piu’ libero visto che finora, mi dicevano che un pm non puo’ parlare”.
Ingroia, riferendosi poi all’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, ha detto che si e’ arrivati “al livello di patti indicibili, stretti non da singoli politici o colletti bianchi ma da uno Stato che siglava accordi per una presunta ragion di Stato. Su questo gradino siamo ancora malfermi in attesa delle sentenze ma evidentemente abbiamo gia’ dato sufficiente fastidio”.
Riferendosi poi alle critiche mosse dalla sinistra, Ingroia ha detto di sentirsi “un po’ tradito perche’ io mi considero parte di quel mondo, per la storia che la sinistra ha avuto, da Pio La Torre a Enrico Berlinguer. E perche’ mi viene un sospetto: che queste critiche, piu’ che dai miei comportamenti o dai presenti errori, derivino dal fatto che con l’inchiesta sulla trattativa siamo andati fuori linea. Io pero’, non ho da seguire linee bensi’ cercare la verita’”.

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