Dopo l’attacco frontale a Monti e al suo governo lanciato all’indomani della condanna per i diritti TV, Berlusconi ha cambiato di nuovo linea.


“Non faremo una campagna elettorale contro Monti”. assicura a Bruno Vespa nel libro “Il Palazzo e la Piazza. Crisi, consenso e protesta da Mussolini a Monti”, di cui e’ stata diffusa un’anticipazione.
La correzione rispetto al durissimo affondo con tanto di ipotesi di sfiducia a Monti, sta in due dati. Il primo: il Cav. ha capito che la maggioranza del partito – a cominciare dal segretario – non lo avrebbe seguito nella ‘crociata’anti-montiana. Il secondo: cavalcare l’antimontismo inseguendo il grillismo sull’antipolitica, non solo non porta voti ma rischia di diventare un boomerang. Vedere la ‘lezione’ siciliana.
Nel dietrofront del Cav. che dice “il Pdl non farà una campagna elettorale contro il premier” pur ribadendo il giudizio critico sull’atteggiamento della Germania, si possono leggere due elementi: da un lato cavalcare l’antimontismo non ha prodotto l’effetto che forse il Cav. si aspettava, ovvero una risalita dei consensi nei sondaggi (non è stato così nel voto in Sicilia, non è così nelle rilevazioni degli istituti che danno il suo consenso tra il 6 e 7 per cento); dall’altro il fatto che lo spartito sull’antimontismo non si armonizza con quello dell’antipolitica che resta saldamente nelle mani di Grillo, tantomeno si può identificare con il ‘nuovo’ sul quale fondare una nuova offerta politica.
Per questo, tra i fedelissimi berlusconiani, continua a circolare l’opzione di una lista o addirittura più liste da mettere in campo accanto al Pdl, ma i più maliziosi dicono ‘contro’ il Pdl.
Si parla di tre liste: quella delle origini azzurre, una sorta di Forza Italia 2; quella delle ‘amazzoni’ con in testa la Santanchè e una lista o partito degli imprenditori attraverso il quale frenare la mobilitazione dei centristi-montiani. Su quest’ultimo fronte ci sarebbero contatti avviati con un banchiere modenese che starebbe per lanciare un suo movimento politico, ma per ora siamo poco più che al gossip.

 

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