Alta tensione nel Pdl, accresciuta dalla presa di distanza, sempre più evidente, di Silvio Berlusconi nei confronti dei suoi dirigenti. Le manovre dell’ex capo del governo per la creazione di una sua lista continuano a destare agitazione così come i legami con Umberto Bossi nonostante il Senatur si affretti smentire riavvicinamenti con il Cavaliere:

I colonnelli del partito si schierano con il segretario, mentre all’attacco vanno Daniela Santanchè – «il nostro popolo non crede in noi», dice – e Micaela Biancofiore, un’altra ultrà berlusconiana, che avvisa: «Alfano farebbe meglio a sciogliere il Pdl».
Il Cavaliere però dal canto suo prosegue nel silenzio e nell’intenzione di tenersi lontano da Roma e dalle beghe di palazzo.
Dopo un breve soggiorno a Montecatini per un controllo medico al ginocchio l’ex capo del governo oggi rientrerà nella Capitale. Poche ore prima di partire alla volta del Kenya, destinazione Malindi, per trascorrere lì il ponte del primo novembre. Non è escluso che oggi possa esserci però un faccia a faccia con Angelino Alfano alle prese con le regole delle primarie.
Intanto il Pdl assicura che non farà mancare il suo sostegno al governo. Dopo la presa di posizione ufficiale di Alfano dell’altro ieri nel corso di una conferenza stampa nella sede del partito, martedì è stato Gianni Letta, l’uomo più vicino a Silvio Berlusconi a rassicurare Giorgio Napolitano dopo le minacce all’esecutivo lanciate sabato dal Cavaliere. L’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, da sempre ambasciatore del Cavaliere con le più alte cariche istituzionali, avrebbe fornito ieri le rassicurazioni al Colle sull’atteggiamento del Pdl, in merito alla tenuta del governo. Il braccio destro del Cavaliere, raccontano fonti ben informate del Pdl, avrebbe vestito i panni del pompiere dopo lo show-down dell’ex premier contro Monti nel corso dell’ormai famosa conferenza stampa di sabato scorso a villa Gernetto.
«Non siamo divisi in montiani e anti-montiani, ma pragmatici», ha chiarito il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, precisando che «non consideriamo la legge di stabilità come un’occasione per rovesciare il tavolo, ma piuttosto per affermare una nuova linea di tendenza».

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