E’ braccio di ferro nel Pdl. Silvio Berlusconi non arretra, ‘ora cambio tutto io’, ha ribadito anche oggi ad alcuni interlocutori. L’ex premier aspetta la ‘risposta’ dei big del Pdl, attende l’esito delle elezioni siciliane, ma a prescindere dalla vittoria o meno di Musumeci e’ pronto a riprendere il comando delle operazioni.

Il programma ormai e’ definito, in una settimana saranno pronti i sondaggi, “ora bisognera’ capire chi ci sta, Berlusconi vuole vedere chi e’ disposto a tradirlo…”, spiega chi gli ha parlato. Perche’ il giorno dopo la conferenza stampa, l’ex premier, riferiscono le stesse fonti, e’ ancora un fiume in piena. Duro con chi in questi giorni non si e’ schierato al suo fianco. E determinato a compiere, nel ruolo di presidente del Pdl la ‘rivoluzione’, a visionare facce nuove, imprenditori, amministratori, esponenti della societa’ civile che non abbiano nulla a che fare con la politica, magari con una propria lista.
Ma al di la’ della contesa sul partito, lo ‘scontro’ ora si sposta sulla condotta da tenere in Parlamento.
La linea di palazzo Chigi e’ quella di non intromettersi in quelle che appaiono beghe interne al Pdl, la scelta e’ quella del silenzio per non influenzare in alcun modo il dibattito. Dunque non far trapelare nulla e attendere che ci sia maggiore chiarezza.
Fonti ministeriali, pero’, fanno notare che questo esecutivo e’ stato chiamato ad agire proprio dai partiti. E dunque se qualcuno – questo il ragionamento – vuole staccare la spina lo faccia pure, ma se ne dovra’ assumere la responsabilita’ di fronte al Paese. Disco rosso, riferisce un ministro, anche all’ipotesi di un voto anticipato, il Paese cadrebbe – questa l’osservazione – in una spirale pericolosa e potrebbe finire preda dei mercati. Lo stato maggiore del Pdl non vuole la rottura con Monti, non crede che staccare la spina sia la soluzione ai problemi del partito. Una ventina di parlamentari sono pronti ad uscire, a costituire un gruppo nuovo alla Camera.
Raccontano che Berlusconi, pur convinto che la politica del Professore abbia portato “il Paese alla recessione senza fine”, al momento voglia piu’ che altro ‘smarcarsi’ dall’operato del governo e inaugurare una campagna elettorale all’insegna del ‘basta tasse’. L’arma e’ quella del pressing, porre paletti al governo, alzare la voce per cambiare la legge di stabilita’, semmai ‘logorare’ l’azione del Professore intestandosi appunto la battaglia contro l’eccessivo peso fiscale e recuperare il rapporto con la Lega. Dunque l’aut aut del Cavaliere viene visto anche dai ‘big’ del Pdl come un messaggio interno al partito, indirizzato a chi in queste settimane ha cercato di condurre in porto un accordo con Casini, escludendo il ‘presidente’ del Pdl. Del resto Daniela Santanche’ continua a chiedere le dimissioni di Alfano, richiesta che potrebbe essere ribadita anche domani qualora il voto siciliano si rivelasse negativo.
Lo stesso Cavaliere, racconta chi gli ha parlato, non e’ soddisfatto della gestione del partito e potrebbe accelerare il cambiamento. C’e’ chi parla di una nuova conferenza stampa gia’ programmata tra una decina di giorni per presentare il ‘nuovo partito’. Ma la risposta del Pdl si chiama primarie: chi ha portato avanti la battaglia per utilizzare il metodo del Pd non e’ disposto a rinunciarci, anzi giochera’ sul rilancio. Che Silvio Berlusconi, pero’, non creda allo strumento delle primarie e’ cosa risaputa. “Ora – osserva uno dei ‘big’ del Pdl – cerchera’ di smontarle”.
Il tavolo delle regole che ci terra’ martedi’ in via dell’Umilta’ potrebbe essere cosi’ l’occasione per una rottura, uno ‘sfogatoio’ contro l’ultima mossa di Berlusconi.
 C’e’ chi prevede una sorta di 25 luglio, con la linea dell’ex presidente del Consiglio messa in minoranza, ‘sfiduciata’. Ma lo stato maggiore del Pdl, piu’ che voltare le spalle al Cavaliere, in realta’ ha intenzione soltanto di frenarlo.
“Questa volta non ci riusciranno – dice senza mezzi termini Daniela Santanche’ -, Berlusconi e’ determinato e non mollera’”. E poca importa se domani ci dovesse essere un lunedi’ nero sui mercati o se all’indomani dello sfogo siano partiti in direzione Arcore gli appelli alla calma. Berlusconi continua a pensare di essere stato raggirato, di essere vittima di un sorpruso giudiziario. Fonti parlamentari del Pdl riferiscono che avrebbe anche accarezzato l’idea di una manifestazione contro la giustizia e contro le tasse.
“Ma per ora – sottolinea chi sta portando avanti la linea dei ‘falchi’ – e’ tutto prematuro. Prima la Sicilia, poi vediamo come si comportera’ Alfano e il governo sulla legge di stabilita’”.
 Contro il Cavaliere ‘populista’ oggi si sono schierati sia Bersani che Casini. Soddisfatta la Lega: “Ieri ho visto il Predellino 2”, osserva Roberto Calderoli.

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