Dopo 3.401 sezioni scrutinate il candidato di Pd-Udc Rosario Crocetta, avanti con il 31%, poi Musumeci (25), Cancelleri (18) e Micciché (15). Boom astensioni: affluenza al 47,4%, contro il 66% del 2008


Il Movimento cinque stelle al 15% diventa il primo partito in Sicilia, seguito dal Pd al 13,5% (aveva ottenuto oltre il 18% nel 2008) e dal Pdl al 12,2% (un vero crollo dopo il 33% della precedente tornata). Secondo queste cifre non dovrebbero entrare all’Ars, per lo sbarramento del 5%, le liste Fava presidente-Sel-Fds-Verdi, quella di Idv, (che appoggiavano la candidata Giovanna Marano) e Fli.
Il Centrodestra ha pagato soprattutto il fatto di essersi presentato diviso. La scissione di Miccichè ha alla fine pesato sulla scelta del futuro presidente della Giunta regionale. Con queste premese il negativo risultato del Centrodestra, nonostante il buon consenso del candidato pesidente, era ampiamente previsto.
«Io sono veramente rivoluzionario, non Grillo che blatera. Non farò inciuci all’Assemblea, cercherò la maggioranza sui provvedimenti e se non ci riuscirò chiederò il sostegno dei cittadini. Tornerò al voto e vincerò con una valanga di voti». Rosario Crocetta festeggia già la vittoria delle elezioni regionali in Sicilia.
Giancarlo Cancelleri (Movimento 5 Stelle), dopo essere stato indicato da alcuni sondaggi, per alcune ore del mattino, come governatore della Sicilia in pectore ammette che la battaglia è diventata ormai un duello tra Crocetta e Musumeci. «Si delinea la vittoria della coalizione più forte – dice -. Ma Crocetta non avrà i numeri per governare da solo e dovrà rivolgersi, guarda caso, proprio a Musumeci, anzi, non è escluso che possa venir fuori un governo a tre Pd-Udc-Pdl, che anticipa la coalizione da qualcuno auspicata per il futuro a livello nazionale».
Soddisfatto (chissà poi prchè?) Il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè che ha commentato i primi dati affermando che «la Sicilia sta cambiando: forse stiamo assistendo alla fine dei vecchi partiti».
La vittoria del candidato sostenuto da PD e Udc  potrebbe avere anche ripercussioni sul piano nazionale. Casini potrebbe veder rinforzato il suo disegno di alleanza con Bersani che potrebbe a sua volta essere indotto ad abbandonare le ali più estreme di Sel e Idv.
Un risultato, quello siciliano, che pesa soprattutto sul Pdl e sulla sua confermata difficoltà a dar vita ad allenze solide in grado di convincere gli elettori e superare la colizione avversaria. Il fatto che il candidato della coalizione Musumeci abbia conquistato il 10% di consensi più del Pdl la dice lunga.

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