Esasperante lentezza delle operazioni di scrutinio. Alle 13, dopo cinque ore , i dati di solo 716 sezioni su 5308 (112 su 600 a Palermo). Il ritmo è quello di una scheda spogliata ogni 10 minuti. E menomale che l’affluenza alle urne è stata bassa (un siciliano su due non è andato a votare), altrimenti la lentezza sarebbe aumentata.


Da scrutinare ci sono circa due milioni di schede elettorali. Le operazioni di scrutinio dovrebbero terminare entro la mezzanotte. Se così non fosse, scatterebbero gli straordinari per i componenti di ogni seggio elettorale, cioè presidente, segretario e quattro scrutatori. Anche questa è la Sicilia!
A questo punto dello scritinio (2012 sezioni)  in testa è Rosario Crocetta (Pd, Udc ed Api) con il 30,46% delle preferenze. Nello Musumeci, il candidato presidente della Regione siciliana del centrodestra, si ferma al 25%, mentre il grillino Giancarlo Cancelleri con il 18,7% delle preferenze scalza Gianfranco Miccichè, leader di Grande sud, che si ferma al 15,34%. Per Giovanna Marano, sostenuta da Idv, Sel, Federazione della Sinistra e Verdi, il 5,77% delle preferenze.
A un quinto dello spoglio si delinea anche la situazione dei partiti, in base al sistema elettorale siciliano che prevede il voto disgiunto. Il Movimento 5 stelle si conferma primo partito all’Assemblea con il 14,44%. Segue il Pd al 13,94%, il Pdl con il 13,17%. Udc con il 10,78%, il Movimento politico Crocetta presidente 7,16%. Cantiere popolare 5%. Grande Sud 5,94%, la lista Nello Musumeci presidente 5,26%. Fuori invece Sel, Idv e Fli che non superano lo sbarramento del 5%. Un quadro che non assegna neppure a Crocetta, pur considerando il premio di governabilità, la maggioranza assoluta.

 

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