Il 17 novembre sarà un giorno denso di novità per la politica italiana. Niente di che, si badi. Ma per una singolare coincidenza sarà proprio quel sabato che prenderanno ufficialmente vita due nuovi movimenti: Italia Futura di Montezemolo e il Mir (Moderati Italiani in Rivoluzione) del modenese Gianpiero Samorì.


Procediamo con ordine.
Italia Futura, la fondazione di Montezemolo, presenterà ufficialmente il manifesto “Verso la terza Repubblica” . Con lui si sono già schierati Raffaele Bonanni e il ministro Riccardi oltre a numerosi imprenditori e qualche giornlista.
“La Seconda Repubblica, che si sta dissolvendo, lascia una pesantissima eredita’ di sfiducia nelle istituzioni e di distacco tra le stesse istituzioni e i cittadini. E’ in pericolo la stessa tenuta del paese, frammentato e preso dal pessimismo, con rischi di cedimento della coesione sociale e del vivere insieme. Questa situazione richiede un urgente e radicale cambiamento della politica e una sua estesa apertura alla societa’ civile, premessa per ogni tentativo di ricostruzione morale, politica ed economica del paese” dice il manifesto. “Crediamo – prosegue- che i cittadini italiani meritino un’Italia migliore, che ispiri fiducia, prenda sul serio ogni legittimo desiderio di benessere, non abbandoni nessuno. E’ indispensabile recuperare la speranza e attivare risorse e pensiero contro la lettura vittimista del nostro presente e del nostro futuro. Nel nostro paese da troppo tempo non si riescono a mobilitare le passioni e le idee e istituzioni ingessate hanno perso la loro funzione vitale. Crediamo che il nostro paese non sia condannato a vivere di furbizie ed espedienti ma possa prosperare sui propri talenti e le proprie virtu’, scommettendo sul potenziale di chi e’ attualmente escluso dalle opportunita’ di crescita e sviluppo a partire dai giovani e dalle donne”. In questo momento di crisi “dobbiamo stringerci attorno alla nostra casa comune. E’ indispensabile abbandonare definitivamente l’idea e la pratica di uno Stato pervasivo ma inefficiente. Dobbiamo concentrare tutte le risorse pubbliche sui cardini che costituiscono la missione fondamentale dello Stato e delle sue articolazioni. Occorre restituire dignita’ al lavoro sia come servizio pubblico che come intrapresa privata, tornare a considerare i cittadini singoli e associati e le famiglie come protagonisti e responsabili del bene comune e tutelare i piu’ deboli. Crediamo che sia necessario rispondere subito alla crisi di fiducia dei cittadini verso le istituzioni rafforzando i processi democratici e la loro trasparenza, contrastando la corruzione, potenziando la vigilanza sui conflitti di interesse che rappresentano una vera minaccia per qualsiasi societa’ giusta e libera”.

A Chianciano Terme, al Palamontepaschi, si riuniranno, invece, sia sabato 17 che domenica 18 novembre, i seguaci dell’avvocato modenese Gianpiero Samori per lanciare ufficialmente il Mir, acronimo che sta per Moderati Italiani in Rivoluzione. Il movimento, che intende presentarsi alle prossime politiche, nasce da uno spezzone del Pdl (alle cui eventuali primartie in luglio lo stesso Samorì aveva annunciato che si sarebbe candidato) per superare l’attuale stallo politico attraverso una vera e propria Rivoluzione dei Moderati, l’offerta di una visione ideologica di medio periodo, che rompa la staticità della nostra Società, in grado di assicurare contemporaneamente tre Valori che solo il modello capitalistico è storicamente riuscito a garantire: lo Sviluppo nel benessere economico diffuso, la Libertà e la Democrazia.
Il progetto è ancora poco chiaro. Ma il Mir, al momento, sta facendo rumore soprattutto all’interno del Pdl cui intende portar via uomini e voti. Per i primi qualcosa ha fatto (qualche consigliere ha mostrato interesse anche per l’indecisione che ancora regna nel partito). Per i secondi si vedrà.

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