Il partito del “Grillo Qualunque”

I primi elettori di Beppe Grillo? I delusi di Pdl  Lega. Quelli che a Parma hanno fatto vincere Federico Pizzarotti. E’ la tesi di Giuliano Santoro autore di “Un Grillo qualunque” (Pag. 176 – Euro 16 – Castelvecchi editore).

Una grande parte dei voti al Movimento 5 stelle arriva dagli «orfani del Pdl e della Lega, frustrati dalla crisi di Berlusconi e Bossi e dalla condizione economica». Solo così si «spiegherebbe l’accanimento di alcuni candidati a 5 Stelle su tematiche tipiche della Destra, come la chiusura dei campi rom o la protesta fiscale». Ma non solo. «Un’altra parte proviene dall’astensione»
«Un’altra parte proviene dall’astensione». Senza contare che nel 2013 voteranno per la prima volta migliaia di giovani, gli stessi che «non hanno una provenienza definita, almeno dal punto di vista del pedigree elettorale».
ll Movimento 5 Stelle, secondo i sondaggi, è diventato la terza forza politica del Paese. E potrebbe arrivare al 20 per cento. Ma come è successo? «L’unico modo di comprendere Grillo e il grillismo è accerchiarlo da diversi fronti e toccare i tanti livelli della comunicazione, della politica, della storia culturale e dell’innovazione dei media, che un attore -politico attraversa». Per afferrare Grillo, secondo Santoro, bisogna intraprendere un viaggio attraverso «la società e la politica italiana» per raccontare come «un cabarettista che ha mosso i primi passi sui palchi della provincia, sia poi arrivato a fondare un movimento politico». Insomma, per comprendere davvero questo fenomeno bisogna cercare di osservare da una prospettiva «insolita». E per farlo Santoro è riuscito a entrare nel cuore del movimento con interviste a sociologi, politologi, sondaggisti e, soprattutto, grillini.

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