Per la prima volta una sentenza ha stabilito la correlazione tra tumori e utilizzo di telefoni cellulari.
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso che l’Inail aveva presentato, stabilendo il diritto a una pensione di invalidità dell’80% da parte di un lavoratore che avrebbe contratto un tumore per l’eccessivo uso di un telefonino.


Si tratta di Innocente Marcolin,  Direttore finanziario e del personale di una multinazionale bresciana che per 12 anni ha fatto per lavoro un uso abbondante di telefoni cordless e cellulari, che utilizzava attivamente per una media di 5-6 ore al giorno, tenendo l’apparecchio incollato all’orecchio sinistro.
Nel 2002, Marcolini si sottopose a una risonanza magnetica che rivelò la presenza di un neurinoma del Ganglio del Gasser, un tumore benigno che interessava il nervo trigemino in una posizione vicina all’orecchio utilizzato per telefonare.
Da allora, Marcolini ha intrapreso una battaglia legale per vedere riconosciuta la correlazione tra un utilizzo massiccio di telefoni mobili e il rischio di cancro. Ieri, dieci anni dopo, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso che l’Inail aveva presentato, stabilendo che Marcolini ha diritto a una pensione di invalidità dell’80%, e che la sua condizione oncologica è imputabile al costante utilizzo di telefoni cellulari e cordless.
Ma cosa dice, in proposito, la ricerca medica e scientifica ufficiale? Tante cose, alcune delle quali in palese contraddizione tra loro. Il 31 maggio 2011 L’Agenzia Internazionale per la Ricerca su Cancro (IARC) ha “classificato le i campi di radiofrequenza elettromagnetica come potenzialmente cancerogene per gli esseri umani (Gruppo 2B), sulla base di un aumentato rischio di glioma, un tipo di tumore maligno al cervello associato con l’uso di telefoni wireless” (ossia: cellulari e cordless [N.d.A.]). Qualche mese prima, l’influente ricercatrice Nora Volkow aveva pubblicato uno studio in cui dimostrava come il campo elettromagnetico prodotto da un telefono cellulare fosse in grado di alterare il metabolismo del glucosio nel cervello.
Per contro, però, esistono una serie di macro-studi che affermano chiaramente che non è possibile individuare alcuna correlazione certa tra l’utilizzo di telefoni cellulari e l’insorgenza di tumori intracranici.
La regola più importante, secondo gli esperti, è quella di preoccuparsi di non utilizzare apparecchi wireless in condizioni di scarsa ricezione. Più un telefono è lontano dal ripetitore, più un laptop è lontano dal router maggiore è l’intensità del campo elettrico che l’apparecchio genera per catturare il segnale.

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