Dieci governatori su venti sono oggetto di indagini da parte della polizia giudiziaria. Non è solo il Lazio a fare scandalo. E anche se l’attenzione dei media è concentrata sulle realtà guidate dal centrodestra, nel mirino sci ono esponenti di tutte le forze politiche.
Giornale.it ha fatto una sorta di mappa della corruzione in periferia. E ne ha scoperte delle belle.

PUGLIA  – Anche se ancora non ci sono atti formali è proprio qui che potrebbe esplodere il prossimo scandalo. Du i procedimenti che gravano sul capo di Nichi Vendola, segretario del Sel e candidato alle primarie del Centrosinistra.  Entrambi i procedimenti sono all’udienza preliminare ma il primo potrebbe avere conseguenze politiche. Il 24 ottobre si terrà infatti l’udienza chiave per la vicenda che vede Vendola oggetto di una richiesta di rinvio a giudizio per peculato, falso e abuso d’ufficio per la nomina a primario di Paolo Sardelli, responsabile del reparto di chirurgia toracica all’ospedale San Paolo di Bari. Poi a suo carico c’è un secondo avviso di garanzia che riguarda una transazione di 45 milioni di euro non conclusa tra Regione Puglia e l’ospedale “ecclesiastico” Miulli.

BASILICATA – Quattro gli indagati rinviati a giudizio con le accuse di falso e truffa: il presidente dell’assemblea Prospero De Franchi (Federazione popolari di centro), i due vicepresidenti Franco Mattia (Pdl) e Giacomo Nardiello (Pdci), e Franco Mollica (Centro popolare). L’accusa è che abbiano percepito i rimborsi indebitamente perché, in realtà, risiedevano a Potenza e non nei comuni dichiarati. Gli indagati, tutti rinviati a giudizio, continuano ancora oggi a respingere l’addebito, sostenendo di non aver fatto alcuna falsa attestazione di residenza e chiamando in causa i concetti di domicilio e dimora. Nel frattempo, però, la Procura ha deciso di sequestrare loro le somme percepite. A carico del presidente Vito de Filippo (PD) resta un’indagine per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio.

SARDEGNA – La Procura di Cagliari a fine settembre ha chiesto il rinvio a giudizio per 19 consiglieri con l’accusa di peculato. Sono accusati di aver utilizzato come paghetta mensile i 2.500 euro assegnati a titolo di rimborso durante la legislatura 2004-2009, quando era presidente Renato Soru. Il Gup deciderà il 24 ottobre se mandarli tutti a processo per peculato.
Ma anche l’attuale presidenza ha i suoi problemi con la giustizia. Ugo Cappellacci (Pdl) se la deve vedere con un doppio rinvio a giudizio. Il primo è quello disposto il 15 giugno dalla Procura di Cagliari per il crac della Sept che dirigeva in qualità di amministratore delegato. Il secondo riguarda  l’abuso d’ufficio per la nomina di Ignazio Farris all’Agenzia regionale per l’ambiente della Sardegna, nomina che secondo l’accusa sarebbe stata funzionale al sistema di condizionamento politico-economico degli organi istituzionali e costituzionali dello Stato.

SICILIA –  Commistione tra reati elettorali e mafia nelle indagini in corso in Sicilia. C’è un’indagine sui rimborsi ai consiglieri dell’Assemblea Regionle Siciliana e un’altra che riguarda direttamete il Presidente Raffaele Lombardo e il fratello Angelo accusati di reato elettorale aggravato dall’aver favorito l’associazione mafiosa.

CAMPANIA – Indagini in corso sui rimborsi nel periodo 2008-2012. Secondo i magistrati potrebbero esserci state irregolarità sia in questa che nella precedente legislatura. Indagato il capogruppo dell’Udeur Ugo De Flaviis, oggi in maggioranza col Pdl e prima assessore all’Ambiente nella prima giunta Bassolino. L’accusa per lui è di corruzione e abuso d’ufficio. Nel mirino degli inquirenti, l’assunzione della ex cognata del politico in una società informatica che ha avuto rapporti con la pubblica amministrazione. Anche il governatore Stefano Caldoro (Pdl) ha avuto suoi guai. Un anno fa veniva indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sui rischi per la salute pubblica determinati dalla mancata raccolta dei rifiuti. Nell’inchiesta del procuratore aggiunto Francesco Greco e del pm Francesco Curcio si contestano al presidente della giunta campana la mancata attivazione di discariche in altre province per fronteggiare l’emergenza.

PIEMONTE: Indagine sui rimborsi e le indennità di trasferta dei consiglieri. La Procura di Torino si è mossa dopo le dichiarazioni del parlamentare Pdl Roberto Rosso a proposito dell’abitudine “consolidata” dei consiglieri regionali di far “figurare di essere missione e incassare la relativa indennità”. Immediate le polemiche sui media che hanno subito parlato di “sistema Piemonte”. I rimborsi sospetti ammontano a circa 3,5 milioni di euro. Le verifiche cadono su tutti, compreso il presidente Roberto Cota che nel 2011 ha incassato 17.931 euro di rimborsi, oltre allo stipendio.

EMILIA ROMAGNA – Varie le inchieste aperte, da quella che coinvolge direttamente il presidente della Giunta, a quelle che riguardano rimborsi ai consigoieri o il pagamento di interviste con soldi pubblici. Il governatore Vasco Errani (PD) è stato rinviato a giudizio per Falso ideologico: averbbe definito regolare un finanziamento di un milione di euro della Regione alla cooperativa Tere Emerse, presieduta dal fratello che sembrerebbe non averne avuto diritto.

LAZIO – La bufera che ha investito e portato in carcere il capogruppo del Pdl Fiorito ha determinato le dimissionid ella Giunta Polverini. Coinvolto anche capogruppo dell’Idv.

LOMBARDIA – Giunta Formigoni dimissionaria per gli scandali che riguardano la sanità e inquietanti intrecci con la criminalità organizzata calabrese.

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