La “democrazia”è una palla che ci vogliono mettere in tasca a tutti i costi
Poca democrazia non soddisfa nessuno……ma l’eccesso come nella disinvolta gestione italiana e, ancor più europea, ci vomita addosso incongruenze di non poco conto(mucca pazza, guerra del latte,pollo alla diossina , viaria e chissà cosa altro di cui per il momento siamo all’oscuro).

Le leggi, in nome della democrazia,vanno gestite dal “popolo” con i referendum cosicchè si sperperano miliardi e non si fa lavorare un parlamento preposto a tale compito succhiando e distribuendo soldoni a destra e a manca.
 Il mezzo “referendum” che si vantà di democratizzarci addirittura ci beffa tutti non  conseguendo mai nel suo scopo. Dopo del 18 aprile 1993  il finanziamento ai partiti è rimasto liberamente in auge. Molte persone che stanno nello specchio della televisione ,al governo e dietro la tastiera del computer dei “media” si crogiuolano nei dintorni della parola “democrazia” beatificandosi agli occhi di molti ingenui nell’atto di fare sforzi per il bene di tutti e a sentir loro seminano democrazia a piene mani.
Dare il potere di decidere a chi non è in grado, a volte, non per incapacità , ma per soli motivi pratici (quale ad esempio “arrangiatevi nel vostro lavoro che io ho il mio…!”) è divenuta arma di comodo per chi abusa del “potere” di avere “potere”, il nostro amico Fiorito  è stato eletto con le preferenze ” del popolo”!! Ci allietano con le lotterie, il pallone, il totocalcio, qualche bella signora svestita che balla, e il contentino per beoti ed incapaci è confezionato .
Questo è l’andazzo disgustoso che massacra il paese alimentato dalla democrazia di non essere capaci di gestirla. I tempi sono cambiati è finita l’era dello sfruttamento medioevale dovuto all’ignoranza dilagante. In quel tempo per non morire di fame si accettava di buon grado qualsiasi condizione di vita felici di evitare la morte per stenti.
Il baricentro dei bisogni si è spostato ora è iniziato “il tempomedio” dello sfruttamento dei deboli di mente, forti nella convinzione di essere capaci di “essere”. Forti della presunzione di sentirsi liberi, illusi padroni della libertà di avere ciò che vogliono che in realtà non avranno mai perché il troppo di oggi non lo può avere e gestire nessuno. L’infelicità di “non avere” è la condizione che oggi prevarica nell’animo dell’uomo aspirando all’impossibile e dimenticando quello che già si possiede. Il “tutto”, il “superfluo” che serve troppo a tutti non lascia più spazio al necessario. Non c’è più la razionalità nel distinguere ciò che ha valore dall’immondizia che ormai ricopre tutto come un gigantesco “blob”. Dobbiamo purtroppo lentamente assimilare le condizioni di vita imposte dal progresso, accettare situazioni a cui non è possibile sottrarsi, divenute parte integrante della civiltà di oggi.
La “Rete” apre uno spiraglio almeno per quelli che non si perdono nella sua immensità di tentazioni .La capacità di poter scegliere e scrivere ciò che si vuole per il momento in “rete” è ancora alla portata  di chi vuole esprimersi. Internauti in percentuale ininfluente  ai fini della gestione di chi è al potere e assolutamente ridicola a confronto di chi sbava su programmi che propinano scempiaggini a tutte le ore. Programmi che fanno indici d’ascolto record e danno metro-misura di ciò che vuole la gente e che i furbi “democraticamente” gli vendono.
La storia insegna che se c’è stata una civiltà, un mondo che è nato dal nulla, dall’argilla lavorata dei Sumeri, dal fango più melmoso della Mesopotamia è forse per merito di chi ha avuto idee per costruire e mezzi per progredire (anche umani non scandalizziamoci, è stata una realtà che ci è voluta……forse se c’era un “Bertinotti” saremmo ancora all’età del bronzo…!!!) ed è stato in grado di imporre la sua forza a beneficio poi dell’umanità tutta. Che volete che sia una miserrima vita ..?, la mia stessa nulla conta e a nulla vale se non so dargli una ragione esistenziale.
Tutti vogliono lavorare di meno, si fanno lotte e discussioni infinite per un’ ora alla settimana di lavoro. L’esubero di tempo libero rimasto oggi costa bei soldoni in ogni sua più semplice divagazione e non si capisce questa gente che ha così tanto tempo “e dice pochi soldi”da dedicare alla piazza che debba fare di importante nel tempo libero. Chi lavora in proprio il tempo di sollazzarsi in piazza proprio non lo trova.
Chi sta sempre in piazza e protesta di continuo dove trova il tempo per fare tutto ciò ..se non alle spalle di un datore di lavoro ( spesso lo stato) che paga o con l’appoggio di  sindacati che devono giustificare lo stipendio..?
Altra malefica e corrosiva idea che si sta impossessando di molti è quella di “vincere” portando via spazio alla voglia di fare cose.
Sono traguardi visionario per chi spera di cambiare la propria vita, miraggi offerti da un governo divenuto biscazziere. Incolonnando numeri e non  facendo nulla di concreto si continua  solo a picchiare sulla pietra già rotta .
Cercare di fare, di produrre in proprio senza far leva sempre ed unicamente ( ma ciò è certamente compatibile se ben fatto ) sul personale squallido tornaconto è il contributo che si può dare al mondo per venire fuori dalla melma dalla mediocrità assoluta.
Ognuno deve agire  fare in proprio, lontano dalla logica partitica o parastatale che comunque,  e sempre, salva il culo a tutti.
Ma è quasi impossibile non impantanarsi , in un sistema contorto che incoraggia incapaci e falliti. Far cose in cui si crede senza il forsennato unico traguardo del denaro o dell’interesse mirato a ottenere qualcosa da qualcuno è una salvezza alla portata di tutti per la salvaguardia del nostro io di uomini.
Non parlo dell’uomo come genere umano,dell’uomo che ci insegnano di apprezzare a scuola, non voglio citare la massa deforme che si trascina sulle strade e che è comune all’infrangersi perpetuo dell’onda sullo stesso scoglio da millenni, ma cito l’uomo impegnato nel sacrificio di ritrovare se stesso, vero,immortale e sempre unico…mai ricalco di altri .
Il genio umano non è così frequente ma certo non così raro come vogliono farci credere, l’importante è avere i mezzi e il carattere per esprimerlo, situazione purtroppo al di fuori delle portata di molti, accecati tutti come sono dall’avere più del vicino.
Chi è nato per essere gregario, gregario deve rimanere………e per il bene di tutti deve mantenere la sua posizione …..chi è in grado di far progredire ha il compito assoluto di farlo. Qui sta naturalmente l’intelligenza della persona che si deve valutare, e qui interviene la legge del libero mercato che annulla gli incapaci. Incapaci invece assoldati dal governo di politicanti che  sono di un prolifico perpetuo. Mangiatori assoluti di tutto e del più “non posso” regalano tutto ciò (che non gli appartiene)che conviene per farsi belli offrendosi a chi è peggio di loro, creando sempre nuovi pretendenti a posti parati dal “tutto”.
Quì ci vorrebbe una bella pulizia etnica …..a favore della giustizia sociale che così viene minimizzata a favore di pochi, spesso incapaci seduti sulla “poltrona” perché amici degli amici .!!
Basta con queste assurde balle dell’uguaglianza .
Io possiedo la mia identità e la voglio mantenere come tale, non da accomunare ad altri…..nella salvaguardia della mia identità. Così la regione, la religione, così la nazione.
Unità d’Europa utile forse all’economia di chi ha i soldi per i grandi interessi è il grande traguardo che ci prospettano nell’utopia di una globalizzazizone del mondo che al contrario, nella sua quotidiana realtà, tende ogni giorno, ogni momento , ogni secondo, a subire divisioni separatismi, sempre più devastanti, reali, concreti, giustificati dalla salvaguardia di una propria, giusta, sonora ,concreta unica identità .
L’Europa che si unisce in T.V. alla sola convenienza economica delle grandi industrie nella speranza di una pari lotta con il dollaro si sfalda in realtà giornalmente sempre più in ogni sua provincia, città ,paese ,comune ,quartiere . La prospettiva di una offerta massificata per produrre denaro a pochi si spaccherà a favorec della capacità del singolo di creare ,diversificare , costruire soluzioni uniche, sincere e non solo votate al dio “denaro” .La creazione di un’Europa unita data al popolino dai politici è utile solo a giustificare il continuo imbastire di teoremi ,congressi ,dibattiti alle spalle di chi realmente produce.
La massa di culi che scalda le sedie all’europarlamento ,al parlamento ai comuni, è il concreto assemblaggio della bieca politica che aumenta sempre più la corsa a posti di prestigio super pagati sotto la bandiera Europea del qualunquismo mascherato da interesse di parte mistificato da sacrificio a favore della comunità , parassita in realtà di chi realmente lavora .E’ chiaro che fino a che ci sarà l’offerta di tali posti di privilegio si manterrà attiva la corsa a coprirlo anche da persone oneste che non si chiamano “Giocondor” .
In un’Europa dove l’Inghilterra subisce scissioni a favore dell’Irlanda ,i paesi nordici se ne fottono dell’unità europea, la Cecoslovacchia è “ceco” e, “Slovacchia”, la Spagna ha i separatisti Baschi, la Yugoslavia è massacrata da divisioni etniche, la Corsica non vuole essere Francia, l’Italia ha un Bossi che preme su di una padania libera che non esiste come tale, il mio vicino mi guarda male se compro la macchina nuova e i forlivesi maledicono sulle strade le targhe di chi non è del loro paese si continua a volerci far credere ad un’unità dei popoli .
Uno strafottente disinteresse è il reale concreto puntello di chi è costretto dalla bieca politica e difendere i propri interessi fottendosene di quelli degli altri e coltivando il proprio giardino in “primis”.Questo si intravede dalle dalle ultime votazioni : chi và a votare e solo quello che è immanicato politicamente e deve trarre profitto dal suo voto tutti gli altri ne hanno le tasche piene e vogliono essere lasciti in pace.
Nell’onesto individualismo stà tutto ciò che di buono si può ancora fare visto che poi il denaro regola il resto. L’individualismo, l’interesse personale avanzano prepotentemente forse nel bene, forse nel male e l’esperienza insegna che nulla è meno chiaro personale e sicuro di qualcosa in comune con altri. Quel che e mio e mio e voi se volete qualcosa dovete guadagnarvelo…..!!!
Onoriamo di citazione anche la “ famiglia” che è fulcro dell’unità del mondo. Questa si sta sfaldando sta morendo sotto i colpi del consumismo che divora tutto , si infrange, si annulla nel cuore ,nell’anima costringendo le donne e le mamme a lavorare a discapito della famiglia . Uno stato civile dovrebbe sostenerle perchè adeguatamente a casa curino ciò che da sempre la donna ha curato e serve al futuro più di ogni cosa : i figli
Figli che invece mancano perché le donne ora alla pari con gli uomini non sono più tali …ma sono, manager…..avvocati ..commercialisti perdendo un’identità che fino ad oggi ha cresciuto il mondo con il sacrificio che molti più non conoscono e che dovrebbe tornare di moda per dare valore ed unità ai popoli alle famiglie stesse . Con questo non mi riferisco alle donne che lavorano e che giustamente hanno capacità e possibilità di successo più degli uomini ma a quelle signore che hanno scambiato il posto di lavoro per ritrovi da salotto e pettegolezzi . Mi riferisco come sempre all’individuo che approfitta di una certa posizione x sconfinare dal dovere ….per confondere il giusto trapasso societario d’emarginazione dovuta dalla dipendenze del capo famiglia “padrone”ad una posizione di comodo passatempo pagato a discapito della società tutta.
I figli, generazioni che saranno, si spera, il nostro futuro …. rischiano di perdersi …di non sapere

Gianluca Missiroli

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