Crisi economica e siti gratuiti hanno profondamente cambiato le cose in un settore che è sempre vissuto ai margini, ma prosperando. Ora non sembra più essere così.
Piange il cinema hard, come ha pianto quello ufficiale.


La crisi è iniziata quattro anni fa con  il boom delle piattaforme Internet gratuite. È stato un colpo mortale per tuttio il comparto: le grandi star, i produttori, gli stessi attori che erano abituati a cachet ben più consistenti di quelli che possiamo permetterci oggi. Insomma l’epoca delle Selen, dei Rocco Siffredi e delle Urlsula Cavalcanti sembra esser tramontata.
Secondo Silvio Bandinelli, uno dei maggiori registri del settore, prima una pornostar italiana poteva prendere a scena  dagli 800 fino ai 1300 euro. Oggi se arrivano a 500, è tanto. Lo stesso accade per gli uomini, che sono comunque pagati meno, da sempre. Se prendono 200 a scena possono ritenersi fortunati.
Ma ci sono anche altri fattori.  La grande disponibilità in rete di materiale porno gratuito ha portato il porno a casa di tutti trasformandolo in una quasi normalità e levando quella patina di proibito che era il suo fascino e, insieme, la sua vera forza.
Così la crisi del cinema hard ha creato problemi a migliaia di persone: produttori, registi, attori, distributori. Ora ci sono solo i gestori di poche piattaforne che guadagnano , ma dopo aver di fatto annullato tutti gli altri.

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