Parte la rivolta dei Contribuenti italiani contro “IRPEF, IVA, IMU, TARSU IRAP. le 1800 leggi che stritolano gli italiani”, la legge di stabilità e le continue e numerose violazioni allo Statuto del contribuente.


Secondo l’indagine effettuata dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics per conto di “Contribuenti.it Magazine” dell’Associazione Contribuenti Italiani, le aziende italiane stanno morendo di burocrazia, tasse locali e nazionali.
A settembre 2012, il debito medio delle famiglie italiane ha raggiunto la cifra di 44.200 euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei 63.400 euro.
A sostegno dei diritti dei contribuenti e contro la legge di stabilità, l’Associazione Contribuenti Italiani ha annunciato “Lo sciopero dei Contribuenti Italiani”, iniziativa di lotta, a cui stanno valutando di aderire anche Lo Sportello del Contribuente, Lo Sportello Antiusura, Lo Sportello diversamente abili, Lo Sportello Immigrati, Lo Sportello Colf, Lo Sportello PMI e Lo Sportello Onlus.
”Le numerose vessazioni e ripetute violazioni allo Statuto del Contribuente danneggiano tutti i contribuenti italiani. – Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – L’incessante escalation delle deroghe allo Statuto devono cessare quanto prima.”
Le «Disposizioni in materia di Statuto dei diritti del contribuente», da norma di rango costituzionale, sono diventate la più derogate della storia repubblicana. Dall’indagine del Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics è emerso che in 12 anni le norme sono state derogate ben 5800 volte, da ultimo con la Legge di stabilità 2013 che prevede il taglio alle agevolazioni fiscali con efficacia retroattiva, in violazione l’art. 3 dello Statuto.
“Dal primo novembre valuteremo se astenerci dall’acquisto dei Titoli di Stato italiani fino alla fine dell’anno – conclude Vittorio Carlomagno – preferendo obbligazioni della Bei (Banca europea degli investimenti) e della Bers (Banca europea per lo sviluppo economico). In modo da rafforzare direttamente sia l’Unione Europea che la tutela dei nostri risparmi. Infatti le obbligazioni europee, a differenza di quelle italiane, godono tutte della «tripla A»: dispongono cioè del rating più elevato in assoluto.

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