Stop anche in Lombardia. La Giunta Formigoni è arrivata al capolinea dopo la decisione della Lega di interrompere la collaborazione amministrativa.
Roberto Formigoni, che aveva tentato di resistere annunciando la formazione di una nuova giunta, si arrende

dopo le parole pronunciate da Angelino Alfano, segretario del Pdl, nel corso di un convegno a Saint Vincent: ”No all’accanimento terapeutico in Lombardia. Valutera’ Formigoni quando fissare la data delle elezioni. La responsabilita’ su questo tema e’ sua. Noi lo sosteniamo”. L’arresto dell’assessore regionale Domenico Zambetti, Pdl, che secondo l’inchiesta giudiziaria avrebbe pagato ai clan calabresi della ‘ndrangheta in varie rate 200mila euro, ha provocato una valanga inarrestabile. ”Ritengo sbagliato – precisa Formigoni – mandare in crisi un governo come la Lombardia in un momento come questo di crisi economica. Se pero’ la Lega Nord non cambiera’ idea, avviero’ le procedure per accelerare il voto. Si tolgano dalla testa di farlo ad aprile con una campagna elettorale devastante di sei mesi”.
Il presidente della Regione Lombardia dà tempo alla Lega Nord – che ha definito “inaffidabile e ribaltonista” – fino a stasera per cambiare posizione sulla crisi che ha travolto la Regione, altrimenti si voterà “al più presto”, dopo la decisione del Carroccio di sabato di andare alle elezioni nel 2013.
“Se entro oggi non cambiano la loro posizione, mi assumo il compito istituzionale, che mi compete, di limitare al minimo la campagna elettorale e andare al voto al più presto”
Roberto Maroni, segretario del Carroccio, lancia un appello su facebook: ”Facciamo le primarie per scegliere il candidato governatore. Sabato e domenica tutti ai bianchi gazebo della liberta’, per firmare le nostre leggi popolari e per fare le primarie sul candidato a governatore della Lombardia. Prima il Nord, prima la Lega”.
”Qui in Lombardia il 50,1% degli elettori e’ perche’ Formigoni continui la sua esperienza di governo, perche’ i lombardi mi hanno conosciuto personalmente, sanno come sono e la mia onesta” è la reazione del governatore uscente.
E si rischia anche un effetto domino sulle altre Regioni guidate dal Centrodestra. A rischiare sono soprattutto quelle del Piemonte e del Veneto, entrambe presiedute da leghisti. Il segretario del Pdl in Veneto, Alberto Giorgetti, ha infatti dichiarato ieri che se la Lombardia andrà al voto, andrà anche il Veneto.
Anche se Alfano la pensa diversamente: ”Noi non abbiamo mai connesso le vicende. Il patto con la Lombardia e’ chiaro e riguardava le regioni del Nord. La vicenda della Lombardia e’ molto specifica”.

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