“Io non ho fatto errori. Non ho commesso nessuno sbaglio. La mia Regione è l’unica che ha i conti a posto”.

Il governatore Roberto Formigoni arrivando in via dell’Umiltà per incontrare il segretario del Pdl Angelino Alfano e il segretario federale della Lega, Roberto Maroni, risponde così ai giornalisti che gli chiedono se è pronto a dimettersi in seguito agli scandali giudiziari che hanno coinvolto il Pirellone.
Dopo il caso Zambetti ”sono pronto a fare forti gesti di discontinuità. Quello che è successo è molto grave. Zambetti ha tradito la mia fiducia. Ha giurato solennemente due volte che aveva la coscienza pulita, è uno spergiuro, mi ha tradito. Ha tradito la mia fiducia e quella degli alleati”, ha aggiuntoil governatore che, assediato da tv e taccuini ribadisce più volte il messaggio da mandare alla Lega dopo l’ultimatum lanciato ieri: “Voglio capire se Maroni è nella coalizione perché se è dentro decideremo insieme il futuro e faremo insieme questi forti gesti di discontinuità. Si ricordi che simul stabunt simul cadent…”’.
Un concetto ribadito dal governatore anche alla ripresa, nel pomeriggio, del vertice con Alfano e Maroni: “Indipendentemente da tutti, poiché il presidente eletto sono io e voglio dare una risposta ai cittadini lombardi, ci sarà una forte discontinuità che metterò in atto già nei prossimi giorni”, ovvero “una riduzione molto forte della giunta che sarà nella composizione fortemente rinnovata nei suoi membri”. Ma un punto fermo resta: “Ci sono sempre io, non mi dimetto”.
Chiarissimo l’avvertimento al Carroccio: “Devono decidere: fanno parte di questa alleanza che è nata tre anni fa contemporaneamente in Lombardia, in Veneto e in Piemonte o se ne sfilano? Se si sono sfilati si mettono in una posizione esterna e sarà Formigoni con il Pdl a decidere il da farsi, andremo ad elezioni con una Giunta guidata da Formigoni e assessori completamente nuovi e ovviamente tutto ciò avrà conseguenze anche in Veneto e Piemonte, perché le tre Giunte sono figlie dello stesso accordo politico. Non è un ricatto o una ripicca -sottolinea- Nel 2010 Lega e Pdl decisero di presentarsi in alleanza alle elezioni regionali designando due leghisti alla presidenza di Veneto e Piemonte e un pidiellino alla Regione Lombardia.Il patto è uno solo, se qualcuno lo rompe da una parte lo rompe dappertutto”.
Il presidente lombardo, che in nottata ha ritirato le deleghe agli assessori lumbard dimissionari prendendole in carico a sé, ha aggiunto che se la Lega vuole il dialogo deve innanzitutto ritirare le annunciate dimissioni: “Spetta a loro decidere se vogliono far cadere le tre Giunte oppure se vogliono continuare a discutere inseime su quello che si più opportuno fare. Se invece intende continuare a condividere questo patto politico decideremo insieme il da farsi e anche in questo caso e anche in questo caso la mia volontà è molto netta: o Giunta nuova o si va ad elezioni”.

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