Il Governo Monti con la scusa della lotta all’evasione prosegue nella sua opera di demolizione delle più elementari libertà ivili e individuali. E mentre la magistratura sta commissariando di fatto la politica imponendo la sua volontà amministrativa oltre e contro il libero voto dei cittadini, l’Agnzia delle Entrate avrà a breve nuovi strumenti per scrutare nella vita di noi tutti.


Dalla fine di ottobre riceverà milioni di informazioni sui nostri conti correnti, e non solo.
Sono ben 51 i prodotti su cui gli operatori finanziari dovranno rendere conto all’Agenzia delle Entrate: dai saldi del conto corrente e dei conti di deposito, al controvalore dei depositi titoli, al valore del deposito titoli, al numero di accessi in un anno alla propria cassetta di sicurezza fino all’utilizzo del plafond della propria carta di credito. Tutto finirà sul tavolo di Attilio Befera, capo dell’Agenzia delle Entrate, e dei suoi uomini.
E mentre Oscar Giannino denuncia la grave violazione della privacy di noi tutti (“E’ come andare al bagno senza la porta”) il popolo bue e i giornali debenedettiani  applaudono.
La situazione è grave perchè gli uomini dell’Agenzia delle Entrate avranno a disposizione sempre nuovi dati per scrutare nella nostra vita.
Resta da capire se il principio certamente giusto della lotta ell’avasione fiscale debba superare quello, altrettanto sacrosanto, del rispetto della riservatezza di ciascuno di noi.
Ma che cosa importa un principio liberale in un Paese dove gli eroi sono diventati il capo degli esattori e giudici che rispondono solo a se stessi?

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