“Ogni giorno ha la sua pena” recita il Vangelo di Matteo. Parafrasando si potrebbe dire: ogni giorno ha il suo pidiellino indagato.  Sì, perchè, ormai non passa giorno che le cronache non parlino di una nuova inchiesta che coinvolge esponenti del Pdl o, comunque, del centrodestra. E’ uno stillicidio che sta demolendo le poche macerie ancora rimaste in piedi.

{jcomments on}
Nelle ultime ore due nuovi fatti: Il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria.  Lo scioglimento è stato disposto per “contiguità e non per infiltrazioni” mafiose, ha spiegato Cancellieri nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, precisando che lo scioglimento riguarda “solo questa amministrazione, non quella precedente”.
Quindi l’assessore alla Casa della Regione Lombardia, Domenico Zambetti, e’ stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di aver comprato un pacchetto di preferenze per la sua elezione nelle Regionali 2010 da due esponenti della ‘ndrangheta. L’esponente del Pdl è accusato di voto di scambio per aver comperato 4.000 preferenze, in vista delle elezioni del 2010, pagando 200.000 euro a due esponenti della ‘ndrangheta. A suo carico vi sarebbero intercettazioni telefoniche che documentano le fasi del pagamento.
Chissà cosa si prepara per le prossime ore e per i prossimi giorni.
Intendiamoci: non è che si voglia giustificare chi delinque. E nel centrodestra appare evidente che ci siano molti, troppi, che sarebbe stato meglio tenere alla larga dalla politica e dall’amministrazione della cosa pubblica.
Però è sospetto che si indaghi tanto e con tanto clamore mediatico nelle regioni e città amministrate dal centrodestra e tanto poco in quelle del centrosinistra. Per esempio dalla Puglia vendoliana poco si sente. E resta più che altro cronaca locale l’inchiesta in atto a carico del governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani.
Forte invece è l’attacco in atto contro la Regione Lombardia volto alla caduta della Giunta Formigoni e a nuove elezioni.
E’ un attacco ben organizzato quello che, dopo la finedel governo Berlusconi, è stato spostato alle amministrazioni ancora in mano al centrodestra.
Null’altro si può fare che prenderne atto. E augurasi che le accuse odierne portino a processi basati su fatti concreti.
Sarebbe grave se tra qualche anno si scoprisse che non era tutto reato quel che tale si volle far apparire. I casi Andreotti e Mannino sono un pericoloso precedente.