”Vogliamo ricostruire il centrodestra per tornare a vincere e non consegnare il paese alla sinistra e quindi alla Cgil”, ha Ha detto Angelino Alfano.  Il segretario del Pdlè intervenuto nel dibattito in atto nel centrodestra precisando anche il suo pensiero sull’ipotesi di un Monti-bis.: ”E’ difficile averlo, se Monti non si candida”.


”Le elezioni – ha rposehuito – servono a scegliere appunto chi governera’ l’Italia per i prossimi cinque anni”. Alfano spiega a proposito del Pdl: ”Siamo pronti a unire tutti i moderati italiani. Vorremmo che anche tutti gli altri protagonisti del campo alternativo alla sinistra dessero la loro disponibilita’ a questo progetto di ricostruzione del centrodestra italiano. Se non vogliamo il governo Bersani-Vendola-Di Pietro, occorrera’ che tutti assieme facciamo un bel programma di governo che preveda un sostegno alle imprese e al lavoro”.
Alfano non scioglie l’enigma della possibile ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi ma parla della necessita’ di ”unire le migliori energie del centrodestra italiano”. Progetto che potrebbe essere lanciato nell’assemblea del Pdl fissata per il prossimo 2 dicembre, data entro la quale Berlusconi dovrebbe annunciare le sue decisioni. Dalle indiscrezioni che filtrano da Palazzo Grazioli sembrerebbe che le condizioni per il lancio della proposta delineata da Alfano siano la rinuncia di Berlusconi a candidarsi come premier e la scissione da parte della maggioranza degli ex An che tornerebbero a collocarsi alla destra dell’attuale Pdl. A quel punto – si vocifera negli ambienti del partito di Alfano – si potrebbe riavviare il rapporto con l’Udc e affidare la leadership del centrodestra a Corrado Passera o a Luca Cordero di Montezemolo. Mentre Berlusconi e’ in Russia per partecipare ai festeggiamenti per i sessant’anni di Vladimir Putin, presidente della Federazione russa, le varie componenti del Pdl producono proposte e riunioni. Il ”Manifesto per il bene comune della Nazione” e’ per esempio il documento firmato da Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi, Gianni Alemanno, Roberto Formigoni e Mariastella Gelmini. L’obiettivo e’ quello di favorire un confronto politico-culturale nel Pdl sulla base di idee e contenuti creando un network tra diverse fondazioni del centrodestra (a partire dalla Fondazione Italia Futura e da Magna Charta). ”Ottimo il manifesto dei neoconservatori. Costituisce uno stimolo per me e per altri amici a stilarne un altro di impostazione riformista e liberal-socialista. Nel Pdl e’ presente sin dalle origini un pluralismo di tendenze politico-culturali sinora purtroppo rimaste soffocate”, commenta Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera.
Nel partito, oltre ai leader tradizionali, hanno preso spazio i giovani ”formattatori” capeggiati dal trentaduenne Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia, che si pongono il problema di ”togliere la muffa al partito” (chiedono un rinnovamento generazione come fa Matteo Renzi nel Pd). Si sono riuniti a convegno ieri a Treviso su impulso dei sindaci del partito. Per Cattaneo: ”Anche il Pdl e’ allo sbando, ma il popolo del centrodestra aspetta nuove micce per essere stimolato e tornare a fare politica. Noi crediamo fino in fondo nella partita che stiamo giocando, e se perdiamo non sono solo i formattatori a perdere, ma l’Italia del centrodestra”. Continua Cattaneo: ”E’ tutto un fiorire di liste e iniziative che sanno di muffa. Reset? Un nome che suona familiare. Lo avevamo anticipato noi mesi fa a Pavia. Qui a Treviso torniamo molto piu’ affamati di buona politica, di passione e di voglia di cambiare realmente qualcosa. Anche qui a Treviso ribadiamo che servono le primarie a tutti i livelli e annunciamo che scenderemo in campo in tutte le prossime competizioni”. Gianni Alemanno, sindaco di Roma, e’ per soluzioni non indolori: ”Bisogna che il rinnovamento, il cambiamento del Pdl, sia un fatto vero, reale, non un fatto di immagine. Noi abbiamo bisogno con grande bagno di umilta’, di una immersione in mezzo alla gente, utilizzando lo strumento delle primarie. Solo cosi’ possiamo far rinascere un nuovo soggetto unitario del centrodestra. Altrimenti il rischio e’ che ognuno vada per la propria strada”. ”Berlusconi ha compreso il malcontento degli italiani e vuole l’unione dei moderati in un centrodestra profondamente rinnovato”, dichiara Mariastella Gelmini. Roberto Formigoni parla delle intenzioni dell’ex premier: ”Berlusconi non muore dalla voglia di candidarsi. Mi ha confermato che sta cercando un possibile leader diverso da se stesso”.

 

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