Con le dimissioni di Renata Polverini è partita la corsa alla conquista della Regione Lazio. In pole position Nicola Zingaretti, Pd, attuale presidente della Provincia di Roma.  Con lo sfascio del centrodestra il Nostro è praticamente sicuro di farcela. Quasi impossibile che il centrosinistra non vinca e non riesca a riconquistare Palazzo della Pisana, sede della Regione.
Tuttavia la sua candidatura è accompagnata da qualche malumore. Non solo di quanto non vedono nel personaggio l’auspicato volto nuovo. Ma, soprattutto, di chi ricorda come la gestione Zingaretti della Provincia di Roma non sia stata priva di critiche.

 

Una su tutte: la nuova sede dedlla Provincia.
Nessun passo indietro con il progetto che prevede di sborsare 263milioni di euro per acquistare una nuova maxisede senza avere la liquidità necessaria ma contando sui ricavi della vendita (non ancora avvenuta) di alcuni immobili di proprietà. E tutto questo nonostante il decreto della spending review che prevede l’eliminazione dell’ente.
“Appare sempre più fuori luogo l’entusiasmo con il quale l’inquilino di palazzo Valentini parla dell’acquisto della nuova sede della Provincia. I trionfalismi grandiosi di chi è pronto a sborsare 263 milioni di euro, reperiti peraltro alienando un patrimonio immobiliare storico e di rilievo, stonano con il buon senso che un amministratore dovrebbe sempre dimostrare di avere: di fronte ai duri contraccolpi di una pesante crisi congiunturale, di fronte all’evidenza del fatto che la scure della spending review di Monti ha tagliato le province, di fronte all’atteggiamento responsabile di altri amministratori che hanno congelato gli acquisti di nuove sedi, dall’impatto economico certamente inferiore come nel caso di Milano, Zingaretti persevera “soddisfatto” in questa operazione. Si fermi e faccia retromarcia su una scelta che appare sempre più chiaramente come uno schiaffo alla sobrietà e ai sacrifici che stanno facendo migliaia di famiglie romane”: lo ha detto in una nota Ludovico Todini, consigliere Pdl di Roma Capitale.
Ma le critiche a Zingaretti non finiscono qui.
 “Continua imperterrita sulla strada sbagliata l’azione del Presidente Zingaretti – ha dichiarato il capogruppo del Pdl alla Provincia, Andrea Simonelli – più che di azione dovremmo parlare di inazione, confermata dal mese di immeritata vacanza ad agosto”.
“Il Presidente della Provincia non solo lascia il suo ruolo totalmente scoperto – aggiunge Simonelli – con una copertura di facciata ad opera dei suoi fidati assessori, ma abbandona nel vero senso della parola i suoi cittadini alle prese con l’emergenza caldo che mai come quest’anno ha fatto scattare l’allarme. Quest’atteggiamento rispecchia alla perfezione l’incompetenza mostrata in questi tre anni”.
Dello stesso avviso Mario Siclari, consigliere del Pdl di Roma Capitale che attacca senza mezzi termini il presidente della Provincia. Dopo aver lasciato un segno indelebile del suo mandato con l installazione degli hot-spot per navigare in internet   ha dichiarato Siclari -Nicola Zingaretti ha deciso di sostenere la campagna per l abolizione delle province. Solo cosÏ, infatti, puÚ spiegarsi la sua scelta di sospendere l attivit‡ di Palazzo Valentini per tutto agosto e di prendersi un intero mese di vacanza. Come se non bastasse, il presidente della Provincia di Roma ha delegato le sue funzioni a una serie di assessori, che si sono ben guardati dal convocare una riunione di Giunta in questo lunghissimo arco di tempo. Evidentemente Zingaretti Ë il primo assertore dell inutilità dell ente che lui presiede ed è già proiettato a contendere a Enrico Gasbarra la leadership del centrosinistra per le elezioni comunali del 2013.

 

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