Lo stato di caos che regna nel centrodestra si rispecchia pienamente in quanto sta avvenendo in Emilia Romagna nel Popolo della Libertà. Anche qui le faide interne spaccano il partito mettendo gli uni contro gli altri.

 

E proprio in questa regione, da sempre roccaforte della sinistra, il partito di Berlusconi sta vivendo uno dei suoi momenti più tragici.
Intanto alcuni pezzi pregiati del pdl emiliano romagnolo hanno deciso di abbandonare la partita. E’ il caso dell’ex coordinatrice regionale Isabella Bertolini, di Modena, che ha fondato “Forza Modena” o  di Giuliano Cazzola che ha già fatto sapere che non si ricandiderà alle prossime politiche.
E proprio a Modena sembra essere l’epicentro dello sconquasso.
Qui opera il discusso avvocato Giampiero Samorì, che alcuni dicono legato a Marcello Dell’Utri, e che da tempo è alla ribalta delle cronache per i ripetuti (e falliti) tentativi di impossessarsi della modenese Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Proprio Samorì ha recentemente fondato il Mir, acronimo che sta per Moderati Italiani Rivoluzionari (qualcuno dovrà pima o poi spiegare come si concilia la schiatta e l’essere: il moderato e il rivoluzionario, ma tant’è!!) che ha lanciato in tutta Italia e che dovrebbe contrapporsi a un Pdl ormai dato per morto. Quale il suo scopo? “Intanto fondiamo il movimnto – dice- poi vedremo. Vogliamo ritornare allo spirito di Forza Italia”.
Quello che però non è chiaro è se il Mir sia alleato o, come sembrerebbe, contrapposto al Pdl medesimo. Per ora sembra aver soprattutto contribuito a creare ulteriore confusione nel centrodestra emiliano romagnolo dove tutto sono sempre più contro tutti.
Ma quali sono le truppe di Samorì? Con lui qualche generale come i consiglieri regionali di Ravenna e Rimini Gianguido Bazzoni (che però avrebbe smentito) e Marco Lombardi,  Giampaolo Lenzini, vice coordinatore regionale del Pdl, passato oordinatore del movimento a Modena, e due consiglieri comunali di Bologna Lorenzo Tomassini e Patrizio Guttuso.  Ma altri, da tutta la regione, starebbero arrivando. Tutti fuoriusciti dal Pdl anche se molti, almeno per ora, sembrano voler mantenere la doppia iscrizione.
Per fare che? Forse per vedere come va a finire.
Nell’attesa, sembra che più d’uno voglia star sul sicuro e mettere i piedi in due staffe.{jcomments on}