“Giornate vissute a metà per colpa di preoccupazioni, e stress: la purtroppo è anche questo”.
E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando i dati emersi da uno studio condotto dall’associazione e Eurodap (Associazione europea  disturbo da attacchi di panico) sul sentiment degli italiani in questo periodo di crisi.

“Oggi gli italiani vivono un tale stato di stress che la preoccupazione è immanente: invade qualsiasi spazio della giornata rallentando tutte le azione che si compiono abitualmente -afferma la Presidente di Eurodap Paola Vinciguerra- accade, quindi, che anche i momenti ludici non sono vissuti a pieno: al cinema, al parco, al telefono con un’amica o giocando con i propri figli si continua a pensare alle bollette da pagare, alla spesa da fare e ai rischi per il proprio lavoro, in un continuo clima di sconforto dal quale diventa sempre più difficile uscire”.

“Se fino a dieci anni fa -prosegue la psicologa- gli italiani si preoccupavano di problemi come l’inquinamento, il traffico, il futuro politico del Paese, oggi si vive un tal senso di precarietà da essere terrorizzati dal futuro e dalla possibilità di un imprevisto che manderebbe letteralmente in tilt il budget familiare, che già fatica a quadrare. Non solo, gli italiani oltre ad essere in perenne ansia (e l’aumento del 20% della vendita di psicofarmaci e il proliferare di malattie come gastriti e cistiti ne sono la riprova) sono del tutto sfiduciati dalla classe politica: si sentono come quel ragazzino al quale i genitori dicono che non può avere un giocattolo nuovo perché la famiglia è in difficoltà e poi vede mamma e papà andare a cena fuori tutte le sere, farsi regali costosi e comprare la macchina nuova”.

“La cartina di tornasole di questa rabbia -commenta Dona-  è il web, diventato ormai il canale privilegiato per sfogarsi attraverso blog e social network; anche le email che giungono agli sportelli della nostra Unione ne sono la prova: il 15% della posta non sono denunce e reclami, ma sfoghi di gente che ci scrive perché dopo anni di lavoro non riesce a tirare avanti con la pensione; famiglie che hanno investito tutti i risparmi per comprare una casa che non possono più permettersi;  consumatori arrabbiati per gli ennesimi aumenti ingiustificati”.

“Sfogarsi fa sempre bene –assicura la psicologa- ma è compito delle istituzioni dare una speranza per il futuro, soprattutto per i più giovani che siano indirizzati verso una loro professionalità”.

“E’ fondamentale -conclude Dona- che non sia proprio la paura del fallimento a portare al vero e proprio default”.

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