TripAdvisor è credibile? non è tutto oro quel che luccica...
L’abbiamo usato tutti o quasi, facendoci guidare nelle nostre scelte in alcuni casi, o semplicemente per confrontare prezzi ed opinioni.

TripAdvisor e tutti i siti simili che collezionano i commenti dei consumatori così da metterli a disposizione degli altri utenti per facilitare gli acquisti più consapevoli, sono molto utili per scegliere un albergo, il ristorante, il pub in cui passare la serata con gli amici, il locale etnico ed il posto di ritrovo più cool della località in cui andiamo in vacanza, ma il sospetto che ci fosse qualche recensione taroccata l’abbiamo sempre avuto! Se prima, però, capitava che gli operatori, chiedendo all’amico o utilizzando un profilo fasullo, si recensissero positivamente da sé, ora sono stati scoperti casi molto gravi di vere e proprie operazioni per dopare i commenti.

 

E’ un vero peccato perché il numero sempre più crescente delle recensioni false sta sporcando l’immagine di un meccanismo di per sé favorevole. Anzi, l’idea è meravigliosa, una vera e propria democrazia partecipativa, in cui sono i consumatori a consigliarsi tra loro e ad attribuire “le stelle” alle varie strutture. Ma la credibilità del sito e di conseguenza delle recensioni, diventano un fattore imprescindibile per la sua utilità.

A denunciare che il meccanismo non è proprio attendibile sono stati gli stessi albergatori hanno raccontato quest’usanza delle aziende fornitrici degli hotel: “offrire, in cambio di forniture, pacchetti di pareri positivi su TripAdvisor”; si tratta di un vero e proprio business per cui più alto è il posto che si occupa nella classifica di Trip, più si lavora!

Eppure il sito avrebbe tutto l’interesse a garantire l’attendibilità dei commenti pur preservando la libertà di opinione, cardine imprescindibile della Rete: forse la soluzione potrebbe essere di abolire l’anonimato degli utenti che, in questo caso, non è garanzia di tutela, ma solo di indebolimento della verità; poi si potrebbero mandare dei “controlli” in segreto per verificare la conformità tra recensione e realtà: potrebbe essere proprio la nostra associazione a collaborare come “mistery shopper”, inviando cioè delle persone nei locali per controllare la veridicità o meno delle recensioni. La cosa più importante è che TripAdvisor (e siti simili) si prendano le proprie responsabilità di ciò che viene pubblicato.

E poi gli utenti tengano sempre a mente che “non è tutto ora quello che luccica”, soprattutto se lo si guarda da una finestra a cristalli liquidi!

Massimo Dona – UNC{jcomments on}