La Polverini alla fine si è dimessa dopo il mega scandalo dei rimborsi ai partiti. Ha gettato la spugna pur non essendo indagata e dopo aver compiuto una piccola vendetta ai danni di alcuni avversari interni al Pdl.
La sinistra pontifica e si erge a moralizzatrice pur avendo accettato e mai contestato il sistema di finanziamento ai gruppi del Consiglio regionale del Lazio.
Ma se Renata Polverini lascia Penati e i governatori di Emilia Romagna e Puglia non si toccano.

Loro a dimettersi non ci pensano proprio.
Filippo Penati, indagato per corruzione e concussione: mollata la poltrona di vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, si è però ben guardato dal lasciare il Pirellone (e il conseguente stipendio da consigliere).
Ma Penati, in fondo, è nulla rispetto a Vasco Errani e Nichi Vendola. Il governatore dell’Emilia Romagna rossa è nei guai per un’inchiesta sulle Coop: è accusato di aver “concesso” un milione di euro alla cooperativa Terremerse del fratello Giovanni: a fine luglio la Procura di Bologna ha chiesto il rinvio a giudizio per il potentissimo governatore per falso ideologico. Mica noccioline, in ballo c’è tutta la questione delicatissima legata ai rapporti tra politica e coop. Eppure nessuno, nel Pd, si scandalizza. Stessa sorte per Nichi Vendola, indagato in Puglia per lo scandalo sulla sanità locale. Il leader di Sel e lady Asl Lea Cosentino sono stati accusati di “concorso in abuso di ufficio” per il concorso da primario di chirurgia toracica vinto dal professor Paolo Sardelli all’ospedale San Paolo di Bari. Vendola indagato eppure né Bersani né l’amico Tonino Di Pietro si sono sognati di chiedere la testa del compagno di lotta. Forse perché gli atti di moralità sono obbligatori ma solo dall’altra parte della barricata.
Come al solito il doppiopesismo della sinistra non ha limiti. Ha due  governatori indagati e con richieste di rinvio a giudizio e l’ex braccio destro di Bersani ancora in consiglio regionale in Lombardia. Eppure per loro la parola dimissioni non è nemmeno contemplata.
Gli imbarazzi della sinistra sono taciuti, nascosti, censurati. I giornali li trattano con i guanti di velluto. E loro godono dell’appoggio dei propri partiti che non osano proprio contestarli.
Invece si approfitta dello scivolone (grave sia chiaro) della Polverini per riaprire il circo mediatico contro il centrodestra. Un’operazione attuata più volte dalla sinistra che in questo è veramente maestra.