Nessun  intervento europeo per i danni causati dalla nevicata di febbraio. La Commissione ha rigettato la richiesta italiana perchè incompleta e pasticciata.
Svaniscono così i 135 milioni attesi per le Marche, l’Emilia Romagna, l’Umbria che a febbraio vennero duramente colpite dall’ondata di gelo.

 

Già a giugno si era capito che si andava verso il rigetto della domanda presentata dalle Regioni. «La richiesta manca delle condizioni fondamentali per essere considerata come una catastrofe regionale» era scritto nella lettera di richiesta di chiarimenti inviata il 20 giugno dalla DgReg (direzione generale affari regionali) di Bruxelles alla Protezione Civile e al ministero degli Esteri. «La domanda — si osservava — non lascia dubbi sul fatto che per diverse settimane una parte importante del Paese ha vissuto una situazione critica a causa della neve e del gelo. Ma la domanda e i dossier regionali non contengono quasi nessuna prova su ripercussioni gravi e durature (cioè protrattesi per più di un anno) sulle condizioni di vita e sulla stabilità economica dell’area colpita. La richiesta manca quindi delle condizioni fondamentali per essere considerata un disastro regionale».
Il governo Nonti ha fatto un pasticcio. Infatti la richiesta è stata unica e ha coinvolto ben undici regioni per un totale di 2,7 miliardi di euro di danni.
 Il dossier, inviato il 4 aprile, chiedeva di accedere al fondo a beneficio della regione Marche (danni stimati in 985 milioni di euro), l’Emilia Romagna (473 milioni di euro), l’Umbria (357 milioni di euro). Ma anche del Lazio (268 milioni di euro) e l’Abruzzo (240 milioni di euro), e così il Molise (164 milioni di euro), la Toscana (34 milioni), la Puglia (43), la Basilicata (ben 92), e persino la Calabria (17 milioni di euro).
Insomma richieste eccessive, confuse, non ben dociunetate. E Bruxelles ha detto no.