Barack ObamaLa ripresa dell’odio antiUsa e antiOccidente da parte dei vari movimenti islamici più o meno integralisti non deve sorprendere più di tanto. al Qaeda, Movimento dei Salafiti, Fratelli Musulmani e tante altre sigle che sempre più imperversano sono la logica conseguenza delle miopi politiche che da decenni vengono condotte da Stati Uniti e parte dell’Europa.

Politiche che partono dalla disastrosa gestione Carter della crisi iraniana che portò alla sconfitta di Reza Phalavi e all’ascesa del regime degli ayatollah e che arrivano alla campagnia di Libia di Sarkozy.
L’attuale compiacimento per le varie “primavere arabe” è il prosiego di questa dissennata politica che determina l’ascesa dei movimenti islamici più integralisti e atioccidentali.
Questi, spacciandosi per movimenti di popolo stanno ricevendo   armi e denaro dai Paesi del Golfo Persico. Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, tutti in prima linea per sostenere la primavera araba contro i vecchi regimi laici non certo per portarvi la democrazia ma bensì per imporre sharia e governo islamico.
ll vero campione dell’islamismo, l’uomo che più di ogni altro ha aiutato al-Qaeda, talebani, salafiti, fratelli e cugini musulmani a imporsi o a far sentire il peso della loro influenza in molti Paesi è senza dubbio Barack Hussein Obama. Secondo Gianandrea Gaiani, direttore di “Analisi Difesa”, infatti da quando è entrato alla Casa Bianca, Obama non ha sbagliato un solo colpo per favorire l’ascesa dell’islamismo. Nel 2010, dopo aver tergiversato tre mesi di fronte alle richieste di rinforzi formulate dai comandanti militari in Afghanistan, ha infine deciso di inviare 33 mila soldati annunciando però che li avrebbe ritirati dopo un anno e che nel 2014 tutti i militari alleati avrebbero lasciato il Paese. Un annuncio che sancito la sconfitta in Afghanistan, l’inutile sacrificio di oltre 3 mila caduti alleati e assicurato la vittoria (o ma non-sconfitta) ai talebani che da allora hanno adottato la tattica più idonea: sottrarsi per quanto possibile agli scontri durante le offensive del 2010 a Helmand e Kandahar per poi lanciarsi al contrattacco dopo l’avvio del ritiro degli alleati in attesa di marciare nuovamente su Kabul.
A meno di due mesi dalle elezioni presidenziali i repubblicani accusano Barack Hussein Obama di incompetenza per una politica estera dagli esiti disastrosi. Basti pensare che l’11 settembre, poche ore prima che i miliziani attaccassero il consolato a Bengasi, Barack Hussein Obama commemorò l’11/9 affermando che l’America oggi “è più forte, più sicura più rispettata”. E’ vero che con Barack Hussein Obama alla Casa Bianca sono stati uccisi molti leader di al-Qaeda è lo stesso Osama bin Laden ma si tratta di successi più simbolici che concreti. I comandanti vengono rimpiazzati e il vecchio leader malato ormai non contava più molto mentre la sua uccisione, quando poteva essere agevolmente catturato vivo, getta molte ombre su quell’azione circa la quale nuove rivelazioni indicano sia stata decisa con riluttanza da Obama che ancora una volta tergiversò a lungo sul da farsi. Esattamente come ha fatto con il programma nucleare iraniano, fronte sul quale si è compiuto il vero “capolavoro” di Barack Hussein Obama che sta consentendo agli ayatollah di dotarsi di armi atomiche creando una frattura senza precedenti tra Washington e Gerusalemme e lasciando gli israeliani di fronte all’opzione militare. Solo incompetenza o un preciso disegno politico? Certo a “fottere gli amici” Barack Hussein Obama si è rivelato un vero maestro. Ricordate con quale rapidità ha liquidato i migliori alleati dell’America in Nord Africa, i presidenti tunisino Ben Alì e l’egiziano Mubarak? Certo non si trattava di campioni di democrazia e diritti umani e civili (ma lo sono quelli che vogliono la sharia come fonte della legge?) ma a differenza degli islamisti erano filo-occidentali.
Per rovesciare Gheddafi, un dittatore divenuto da anni filo-occidentale,- nota ancora Gaiani –  Barack Hussein Obama ha scatenato una guerra sciagurata nella quale Londra e Parigi miravano a sottrarre a Roma concessioni petrolifere e commesse e alla quale il presidente americano ha obbligato a partecipare anche l’Italia.
Rovesciare e uccidere Gheddafi è stato l’ennesimo suicidio dell’Occidente. Non era difficile capirlo: prima ancora che il regime cadesse i ribelli avevano già annunciato che la nuova costituzione avrebbe imposto la sharia come fonte del diritto.

 

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